(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

La fortuna della Fortitudo, e se vogliamo anche del basket italiano, è che ci siano più Stefano Tedeschi, in giro, rispetto ad altri. Perchè solo un santo non avrebbe perso la pazienza davanti a chi ha concluso una settimana di provocazioni con gesto dell'ombrello e insulti a tutto il Paladozza: uno normale avrebbe fatto sgomberare la struttura e spento le luci, ecco. Invece, si è (giustamente) permesso al pubblico di Trapani (corretto e incolpevole) di festeggiare fino ad oltre la mezzanotte, benchè i leoni da tastiera raccontassero cronache a cui mancava solo l'omicidio e l'accensione del rogo sulla linea di metà campo. E benchè dal soggetto arrivassero ulteriori provocazioni resi ancor più stucchevoli pensando che Trapani aveva iniziato a festeggiare sul campo tranquillamente, prima dei suoi gestacci a mezzo Palazzo, chissà se qualcuno un giorno avrà la voglia di raccontare quello che è davvero successo, e non fidarsi di cronache prezzolate. E non è questione di invidie e gelosie, perchè una piazza che gira nel mondo del basket da oltre 50 anni non ha nessuna ragione di invidiare gli ultimi arrivati, benchè danarosi e vincenti, per ora: nessun fortitudino, al Paladozza, avrebbe preferito vincere ma con quella tipologia di dirigenza. E anche questa, eccome, è una vittoria.

Il resto è una partita eroica, fatta di mani che non potevano diventare tonde da un momento all'altro, di difesa di un fortino che è durata finchè è durata, buttato poi giù da Imbrò e Alibegovic (quest'ultimo, chiaramente, fuori categoria per la A2) senza molto da recriminare. Cose che fanno già parte del passato, come a quanto pare pure Attilio Caja: baci e abbracci con la tifoseria, alla fine, ma anche parole che non lasciano spazio a dubbi o sospetti. L'anno prossimo, sulla panchina Fortitudo, ci sarà un altro allenatore: motivi, cause eccetera, alla prossima puntata.

Just like heaven - Per quanto visto ieri, Conti forse una seconda chance la meriterebbe. Ma l'abbraccio del pubblico bolognese ad ogni singolo giocatore dimostra che la missione, sul campo, è stata compiuta: è mancato il gol finale, ma al netto di tutto Trapani aveva qualcosa in più. Poi, ripetiamo: la prossima A2 sarà bella e pulita, cosa vogliamo di più?

Disintegration - Un sassolino fatecelo togliere, se possibile. Se la notizia dell'addio di Caja è uscita - su tutti i giornali locali - quando è uscita è perchè la cronaca era quella, e occultarla sarebbe stato un pessimo servizio. Se tutti quelli che per un clic vendereste vostra madre capissero che (quasi tutti) quelli che scrivono lo fanno in maniera onesta e andassero ad occupare il proprio tempo in altro modo, ecco, sarebbe un mondo migliore.

Oggi "Virtussini siamo noi" su Radio Basket Italia
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