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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

Il bicchiere mezzo pieno, o forse pieno per un terzo, dice che l’atteggiamento della Virtus di ieri sera contro Valencia è stato ben diverso da quello contro Parigi. Su questo ci si aspettava un passo in avanti, ed è sicuramente un punto di partenza per coach Jakokljevic. Contro una squadra di altissimo livello di Eurolega, e che gioca a un ritmo folle, le cose sono andate (un po’) meglio, e le Vu Nere sono rimaste in partita fino a metà ultimo quarto, in sostanza. E sono arrivati anche gli auspicati segnali di vita da Carsen Edwards.

Per il resto, il bicchiere è vuoto e i problemi continuano. La Virtus ha perso la partita numero 22 della sua Eurolega, nona delle ultime dieci, ed è ora al 17° posto. Al netto della questione premio in denaro - che ci sarebbe dal 16° posto in poi - è chiaro che si attende mestamente la fine anche per poter avere la possibilità di allenarsi, come ha sottolineato coach Jakovljevic in conferenza stampa. Il tecnico serbo per dare la sua impronta alla squadra e magari introdurre qualche gioco nuovo ha bisogno di passare del tempo in palestra. Questo tempo ci sarà tra un paio di settimane, perchè alla fine dell’Eurolega mancano (finalmente) solo tre partite. 

Nel frattempo, però, non ci si può fermare. Domani in Arena arriva Venezia, ed è nettamente la partita più importante di questo periodo di stagione. Vincendo infatti la Virtus metterebbe davvero una seria ipoteca sul primo posto in regular season. Certo, l’infortunio di Vildoza complica ancora una volta le cose, ma questo gruppo in stagione ha dimostrato più volte di saper gettare il cuore oltre l’ostacolo, prima del terremoto delle ultime settimane. Quel che serve è che lo faccia anche domani.

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