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TORNEO INTERNAZIONALE U15
DAIMILOPTU 

Gioca chi ospita 
XXII edizione

 Girls Edition Under 14
II edizione

Bologna, 29 aprile – 3 maggio 2026

 

C’è una frase che accompagnerà l’edizione 2026 del Daimiloptu, stampata sulle magliette dei partecipanti in tutte le lingue delle squadre presenti: “Bologna è una regola”.

Non è solo la citazione di una canzone di Luca Carboni, ma una dichiarazione di identità. Per cinque giorni, Bologna non è soltanto il luogo che ospita il torneo: diventa uno spazio condiviso, una lingua comune, una regola non scritta che tiene insieme ragazzi provenienti da paesi, culture e storie diverse.

Dal 29 aprile (opening game 28 aprile) torna il torneo internazionale giovanile Daimiloptu, che riunirà in città squadre Under 15 maschili e Under 14 femminili in una delle esperienze più riconoscibili nel panorama europeo del basket giovanile. Un evento che negli anni ha costruito la propria unicità attorno a un principio semplice e radicale: gioca chi ospita.

Nato nel 2003 da un’idea di Marco Mezzetti, tuttora alla guida del torneo, il Daimiloptu si è sviluppato attorno a un obiettivo preciso: offrire ai giovani atleti un’esperienza di crescita e confronto internazionale, uniti dalla stessa passione per la pallacanestro. Il principio del gioca chi ospita, che rappresenta al tempo stesso il motto e la condizione per partecipare, è il cuore della manifestazione: ogni famiglia delle società bolognesi accoglie un ragazzo proveniente dall’estero, accompagnandolo per tutta la durata del torneo.

Nel tempo, questo modello è stato ripreso anche da altre realtà, a conferma della sua efficacia. “Siamo orgogliosi di essere stati i primi a proporre una formula di questo tipo” sottolinea Marco Mezzetti. “Se oggi viene adottata anche dalle organizzazioni di altri tornei significa che funziona. Per noi è un segnale positivo: vuol dire aver contribuito a diffondere un’idea di sport giovanile più aperta, basata sulla relazione e sulla condivisione”.

Un po’ di numeri
Dal 2003 a oggi, il Daimiloptu ha coinvolto oltre 320 squadre provenienti da diversi paesi europei, costruendo nel tempo una rete di relazioni stabile tra club e territori. L’organizzazione si regge sul contributo di circa 50 volontari e sulla partecipazione attiva delle famiglie, elemento distintivo della manifestazione.

Alcune realtà sono diventate presenze consolidate, come il BK Považská Bystrica, l’HKK Čapljina-Lasta e Kragujevac, che hanno preso parte a undici edizioni, mentre il KK Cedevita Olimpija Ljubljana è tra le squadre più presenti negli ultimi anni, con sette partecipazioni consecutive.

Nel corso degli anni il torneo ha ospitato anche squadre provenienti da contesti meno consueti per il basket giovanile europeo, come Tbilisi e Tel Aviv.

Sul territorio bolognese, il Daimiloptu rappresenta oggi uno dei tornei giovanili più longevi, secondo solo al Bruna Malaguti di San Lazzaro.

Bologna come esperienza, non solo come sede
Al Daimiloptu non si arriva per soggiornare, ma per vivere. I giovani atleti stranieri non alloggiano in hotel, ma nelle case delle famiglie bolognesi, condividendo abitudini, tempi e quotidianità con i coetanei del territorio.

È qui che Bologna diventa davvero “una regola”: nel modo in cui si accoglie, si ascolta, si mette a disposizione qualcosa di proprio. Non una città da attraversare, ma un contesto da abitare, anche solo per pochi giorni.

In questo contesto, Bologna si conferma non solo come sede dell’evento, ma come vero e proprio modello di accoglienza sportiva. Qui il torneo trova la sua dimensione più autentica: una comunità che si apre, che partecipa e che riconosce nello sport un’occasione concreta di incontro. Non è solo organizzazione, ma cultura diffusa dell’ospitalità, capace di trasformare una manifestazione sportiva in un’esperienza condivisa e riconoscibile anche oltre il campo.

Sport giovanile come responsabilità
Il Daimiloptu nasce e continua a esistere attorno a un’idea precisa di sport giovanile: non come selezione precoce del talento, ma come luogo di formazione.
In un contesto sportivo sempre più orientato alla performance e al risultato, il torneo rivendica con forza un altro modello: quello in cui il valore sta nel percorso, nella capacità di stare insieme, nel rispetto delle regole condivise, nella gestione dell’errore e della competizione.

Educare attraverso lo sport significa offrire ai ragazzi strumenti che restano anche fuori dal campo: autonomia, adattamento, responsabilità, apertura verso l’altro. In questo senso, lo sport torna a essere prima di tutto uno spazio sociale, un ambiente in cui costruire relazioni, confrontarsi e riconoscersi all’interno di una comunità.

All’interno di questo percorso rientra anche il ruolo degli arbitri, coinvolti non solo come figure tecniche ma come parte attiva del progetto educativo. Il torneo diventa per loro un’occasione di crescita, grazie alla presenza di istruttori e momenti di confronto che permettono di vivere l’esperienza in modo completo, condividendo gli stessi valori e lo stesso contesto degli atleti.

Il Daimiloptu lavora esattamente su questo piano, mettendo i partecipanti, giocatori, famiglie e arbitri, in una condizione in cui devono confrontarsi non solo con avversari sportivi, ma con contesti nuovi, lingue diverse e abitudini lontane dalle proprie.

Il basket femminile: presenza e riconoscimento
All’interno di questa visione si inserisce anche il percorso del torneo femminile Under 14, che prosegue e si consolida all’interno della manifestazione. In un contesto in cui il basket femminile fatica ancora a trovare pari visibilità e opportunità di confronto, il Daimiloptu sceglie di intervenire concretamente, offrendo alle giovani atlete uno spazio competitivo internazionale strutturato e riconosciuto.

Non si tratta di un’aggiunta al programma, ma di una presa di posizione chiara: costruire un contesto in cui la pratica sportiva femminile abbia pari dignità, visibilità e possibilità di crescita.

Un torneo che costruisce relazioni
Negli anni, il Daimiloptu ha visto passare atleti poi diventati professionisti, ma il suo impatto più significativo resta quello che va oltre il campo: le relazioni costruite, le esperienze condivise, la memoria di qualcosa di unico.

Per molti ragazzi, questa sarà la prima occasione di vivere lontano da casa, in un contesto internazionale, affidandosi a una famiglia sconosciuta. È in questo passaggio che lo sport diventa davvero educativo: quando esce dal campo e diventa esperienza.

Per cinque giorni, Bologna si trasforma così in un laboratorio di convivenza, in cui la pallacanestro è il punto di partenza, ma non il punto di arrivo. Ed è proprio questo il senso più profondo di quella frase: Bologna è una regola.
Una regola fatta di accoglienza, di rispetto e di condivisione. Una regola che, per chi partecipa al Daimiloptu, resta anche dopo la fine del torneo.


LE SQUADRE PARTECIPANTI

TORNEO MASCHILE

Squadre italiane
BSL
Calderara
Pol. Masi
PV Bologna
SG Fortitudo
Virtus Bologna

Squadre straniere

Bonn
Lubiana
Praga
Kragujevac
Tbilisi
Vilnius


TORNEO FEMMINILE

Squadre italiane
BSL
F. Francia
Happy Basket
PV Bologna

Squadre straniere

Alba Berlino
MBA Kragujevac 
MBK Ruzomberok 
Tresnjevka

 

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