Mastellari: la Fortitudo solidità, identità e talento per ambire alla serie A

Martino Mastellari è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Un estratto delle sue dichiarazioni.
Per come si erano messe le cose, il grande obiettivo era cercare di ottenere la promozione diretta, pur sapendo che non sarebbe dipesa solo da noi. Il terzo posto è stato beffardo, però ci permetterà di avere il vantaggio del fattore campo con tutte le nostre avversarie, tranne Pesaro in una eventuale finale. Dove può arrivare la Fortitudo? La squadra è molto unita e coesa e ha un'identità molto forte, fondamentale nei momenti difficili della partita. Io sto entrando nei meccanismi del gruppo, acquisendo maggiori automatismi. Vedo la solidità, l'identità e il talento per ambire alla Serie A.
Quale avversaria del tabellone playoff teme di più? Verona, perché ha disputato un campionato altalenante, ma ha giocatori che hanno vinto sotto pressione, e questo nei playoff cambia tutto. E Cividale? Sarà la classica mina vagante, che non vorrei mai incontrare. Giocherà senza pressione: là, tutto quello che arrivo di buono è accolto col sorriso.
Come sta vivendo il passaggio da Cividale alla Fortitudo? Emotivamente, la gestione non è facile, anche perché io ho in più il carico emozionale di essere a casa. Con molti dei nostri tifosi sono cresciuto insieme, condividendo campetti, cene, squadre giovanili. Per me deve diventare benzina in più. Ho scelto apposta una piazza con più pressione per migliorare ulteriormente come giocatore.
Come è stato il passaggio da Pillastrini a Caja? Sono due allenatori opposti nel modo di allenare, ma con il medesimo e altissimo livello di richiesta. Come va con Caja? Molto bene, sapevo che fosse un allenatore tosto: giocare con lui in Fortitudo è una sfida nella sfida. Avercene di tecnici come lui, capaci di tirare fuori tutto quello che hai.
