Il prepartita di gara 1 Cento-Roseto
In vista di gara 1 della fase playout contro Liofilchem Roseto, che si terrà domenica 3 maggio alla Baltur Arena, il coach Andrea Bonacina ha risposto alle domande sulla preparazione della partita.
Come arrivate all’appuntamento dei playout, da un punto di vista fisico e mentale?
“Ci arriviamo con un bel clima, un bel mood, perché la squadra è reduce da una buona prestazione contro Pistoia, ma ci arriviamo esattamente come Roseto: pronti fisicamente e tatticamente, così come Ruvo e Pistoia dall'altra parte del tabellone. Zero a zero e palla al centro, non vediamo l’ora di misurarci con quello che è solo il primo episodio di una serie, che può essere lunga 3, 4 o 5 partite”.
Visto che conosci bene coach Finelli e hai allenato Harrison e Cannon, pensi di avere elaborato un piano partita e degli accorgimenti tattici che metteranno in difficoltà Roseto?
“Questo non lo so, quello che so è che sarà sicuramente speciale per me. Ho iniziato la mia carriera a questo livello con coach Finelli e per me è un po’ la chiusura di un cerchio personale, cosa che ho detto anche a lui, sarà una grande soddisfazione. Anche con Harrison e Cannon sarà speciale: con D’Angelo abbiamo vissuto bellissime emozioni quest’anno, con Jalen nella passata stagione; domenica ne vivremo di altrettanto belle e comunque vada ci sarà un secondo tempo, per noi o per loro. Non dico che sarà un successo a prescindere perché non è così, ma sarà bello ritrovare per una sfida così importante delle persone con cui ho avuto un rapporto umano e professionale così di livello. Questi tre personaggi sono un bel mal di testa, ma noi saremo pronti come lo saranno loro”.
La Sella in regular season ha sempre avuto problemi con le percentuali nel tiro da 3 punti e probabilmente alcuni giocatori biancorossi verranno sfidati al tiro: avete preparato qualcosa per bypassare questo problema o raccogliete la sfida?
“Ci saranno sicuramente mosse e contromosse a livello tattico. Il tema del tiro da 3 punti è un tema per tutte le squadre, si individuano giocatori più o meno pericolosi in questo specifico fondamentale. Per noi non è un problema, anzi è un’opportunità, una sfida per fare bene: abbiamo giocatori che a tutti gli allenamenti tirano, non ci sono veti o quant’altro. Siamo pronti a qualsiasi espediente tattico ci troveremo di fronte, ci si sfideranno al tiro e noi cercheremo di segnare un canestro in più di loro”.
Berdini è fuori da un mese, sappiamo che con l’infortunio ha avuto problemi al ginocchio e alla caviglia: come procede il suo recupero? Ci sono possibilità di vederlo in campo nel corso della serie?
“Il suo recupero procede bene, ha compiuto tutti gli step a livello fisioterapico e atletico e sta iniziando a respirare un po’ di palla, siamo contenti. Non diamo nessun tipo di notizia perché è giusto così, ma siamo molto contenti di come si sta comportando nel suo lavoro individuale e stiamo apprezzando lo sforzo che ci mette giorno dopo giorno, io l’ho visto e percepito fin dal mio primo momento qui a Cento. La nostra idea è sicuramente quella di provare ad averlo in campo per questi playout”.
Avrai visto la partita giocata poche settimane fa a Roseto; cosa di quella gara non bisognerà ripetere?
“Banalmente, il risultato. Non è chiaramente una sorpresa quella partita, perché Harrison fece 39 punti e non penso di mancare di rispetto a nessuno dicendo che è il miglior giocatore di questo campionato, lo dicono anche le statistiche che lo individuano come miglior realizzatore. A Roseto ha 27 punti di media, quindi non è una sorpresa che possa realizzare più di 30 punti. Cannon è uno dei migliori lunghi del campionato e poi c’è la batteria di italiani: Laquintana è un playmaker di categoria superiore, Landi lo ricordo bene quando 2 anni fa nella serie playoff che giocai contro Verona a Milano fece più di 30 punti in una gara, Cinciarini non sta a me presentarlo, poi ci sono l’energia di Cianca, di Donadoni e di Sabatino e la tecnica di Petrovic e Del Chiaro… insomma, sono una squadra molto ben strutturata e che sicuramente non vale la classifica che avevano di regular season, che tanto si azzera. Ovviamente ho visto la partita e ho cercato di trarre degli spunti, cosa che avrà fatto anche coach FInelli con il suo staff. Non mi spaventa il risultato di quella partita, così come non spaventa loro quello di andata di regular season qui; fa tutto parte del gioco, è sicuramente una sfida interessante ma come tutte quelle dei playout siamo 0 a 0 e questo vuol dire 50% di possibilità”.
Gara 1 vale quanto le altre o essendo la prima ha un peso diverso? Secondo te, ha più pressione la squadra che la gioca in casa?
“Purtroppo per chi la vince e per fortuna per chi la perde, gara 1 conta quanto gara 2 e gara 3. Chiaramente, dalla terza partita in poi il peso delle singole gare aumenta in base all’esito delle prime due, ma di base pesa uguale. Ovviamente giocando in casa dovremo cercare di mantenere il fattore campo, ma Roseto lo sa e cercherà di invertirlo subito, è una normale dinamica di post-season. Domenica non conta più delle altre, è però un bel banco di prova per noi così come lo è per loro, per un percorso che può durare da 3 a 10 partite. Noi ci arriviamo contenti della settimana di lavoro e delle precedenti, consapevoli però che c’è tanto da fare e degli scalini da percorrere e soprattutto avversari con un vissuto probabilmente migliore del nostro, in termini di carriera, di esperienza e anche di abitudine ad affrontare le gare con questa pressione e questa posta in palio”.
