All'interno della trasmissione Fossa on the Radio su Canale 88, i rappresentanti della Fossa dei Leoni hanno parlato dello sciopero del tifo attuato nella sfida di domenica contro Rimini: "Vogliamo sviscerare un po' di più il comunicato che abbiamo distribuito domenica a Palazzo. Prendendo spunto da quanto letto sui social, sono stati estrapolati alcuni passaggi. Non stiamo facendo una lotta contro la società, vogliamo capire se la Fossa dei Leoni ha ancora un senso sia all'interno del Paladozza sia all'esterno, parlando dei discorsi di repressione che più volte abbiamo affrontato. Non vogliamo essere la voce di tutti ma dire a gran voce alcune cose. La nostra priorità, imprescindibile è la presenza in curva di una e una sola tifoseria. E' sempre stata la Fossa, forse in un futuro non sarà così ma è sempre stato così. Non abbiamo mai avanzato alcun tipo di pretesa a nessuna proprietà.
Con questa società siamo partiti in maniera non perfetta, a partire dalla questione delle giovanili. La Fossa dei Leoni non è mai stata nominata nei primi mesi di questa avventura proprietaria ma le immagini della Fossa sono state usate per propagandare la campagna abbonamenti. La Fossa dei Leoni non è al soldo di nessuno ma al servizio della Fortitudo. Quello che noi rivendichiamo non è una contestazione alla società ma una pretesa di rispetto da chi ha aiutato a rimettere in piedi questa squadra. Se oggi abbiamo una squadra da tifare è perché la Fossa l'ha rimessa in piedi. Essere considerati un semplice asset rende il rapporto con questa società faticoso. Non siamo un asset, siamo qualcosa di più di numeri e seggiolini.
Sulla presenza di nuove realtà a Palazzo, noi non abbiamo mai obbligato la società di dove mettere qualcuno in determinate parti ma diciamo che o la Fossa sta da sola in curva o in curva non ci sta. Il comunicato dice, se non serviamo più, noi ce ne andiamo.
Continueremo a parlare con la nostra gente così come abbiamo fatto contro Rimini, quella curva lì ha facce che hanno fatto la storia. Questa è una situazione che va contro la nostra natura. Noi siamo tifosi, non tifare la Fortitudo è difficilissimo, rimaniamo tifosi ma in questo momento, con tutta la sincerità del caso ci siamo chiesti: cosa facciamo? Le risposte devono arrivare dall'esterno coi fatti e da nostre valutazioni. Deve essere chiaro che questo comunicato non è un capriccio ma una seria possibilità se Fossa può avere un futuro. Se questo deve essere diverso dal passato, non ha senso. La Fossa non va data per scontata, non abbiamo la pretesa di pensare che la Fortitudo sia nostra. Non è della Fossa. Chi ha pensieri dubbiosi su questo comunicato, la nostra unica pretesa è esclusiva alla curva. Nessuno pretende climi sfavorevoli alle prestazioni della squadra ma in questo momento ragioniamo sul nostro futuro. E' come toglierci il cuore dal petto fare così ma siamo disposti a farlo. Sabato a Palazzo continuerà la mancanza della Fossa. Ringraziamo da Rimini chi era rivale, è bastato vedere la Fossa per riconoscere la mancanza di avversario.

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