Mese per mese, il 2018 della Fortitudo.

Gennaio - Si parte con il reintegro del troppo ciarliero Fultz, e con la tumultuosa vittoria casalinga con Mantova (accuse di razzismo di Jones ad Amici, piagnone la risposta). Sui social riappare Giorgio Seragnoli che non le manda a dire a Boniciolli e a tal Pavani, ma i problemi non sono solo fuori dal campo: a Jesi finisce in disfatta, malore del coach (che aveva da poco detto no promozione, no conferma), che per un focolaio di broncopolmonite finisce ai box. Allena Comuzzo, mentre c’è solo da scegliere chi tagliare tra Legion e McCamey: logica di campo direbbe il secondo, ma si opta per dire al primo di fare la valigia, senza però un immediato sostituto.

Febbraio - Legion finisce a Mantova, Boniciolli viene operato, e intanto la squadra continua a vincere senza dare grande convinzione di continuità. La gestione di Amici rimane un problema: “Quando lo prendi sai a cosa vai incontro”, dice Pozzecco da Formentera. Se lo ricorderà poche settimane dopo, intanto Boniciolli è pronto per il rientro.

Marzo - Antimo Martino batte la F in Coppa Italia con la sua Ravenna, e rimane a lungo a parlare con la società biancoblu. Rimangono alti e bassi, mentre viene portato a Bologna Okereafor, play d’ordine. L’esordio è con una sconfitta casalinga contro Treviso, ma il peggio deve ancora venire: altro malore di Boniciolli nel prepartita a Forlì, sconfitta, e la decisione di sospendere l’attività. Si potrebbe ritornare su Comuzzo, ma viene preferito Gianmarco Pozzecco, recuperato dal bueno retiro delle Baleari. Lacrime e show, vittoria contro Montegranaro, mentre Seragnoli (sempre dai social) vuole essere chiamato per tornare in Fortitudo. Non si va oltre.

Aprile - Uomo giusto al momento giusto, dice Repesa sul Poz, che a Roseto sfascia lo spogliatoio (dirà poi di farsi spedire la ricevuta) ma vince, a fatica. A Mantova arriva sconfitta all’ultima di regular, a prova di come nemmeno la scossa sia riuscita a mettere tutte le teste sul pezzo. Intanto, i playoff iniziano, e la prima sfida è, per il terzo anno di fila, contro Agrigento. La prima viene vinta.

Maggio - Buona anche la seconda e la terza, con il problema del turnover che, per ora, viene risolto grazie ad acciacchi vari che tolgono la scelta al coach. I quarti propongono Verona: buona la prima e la seconda, mentre in Veneto servono due partite (dopo essere stati sommersi di triple in gara 3) per staccare il biglietto per la semifinale. Ormai è chiaro che McCamey è l’undecimo della truppa, ma la vera novità rispetto alla gestione precedente sono rotazioni fin troppo limitate, che alzano i minuti dei veterani e fanno perdere per strada chi si trova meno utilizzato. Quando giocavo io, mica mi lamentavo se non mi toglievano dal campo dice il Poz, ma intanto a Casale sia gara 1 che gara 2 vengono perse, al fotofinish, da chi ne ha di più.

Giugno - Gara 3 è un massacro (79-45), ma lo è anche gara 4, al contrario: ennesima espulsione per Pozzecco, tafferugli a fine partita tra Fossa e Unici, e campionato chiuso. E’ chiaro che pur avendo contratto, Pozzecco è in discussione: anzi, nemmeno si discute più di tanto, e fine di un rapporto di 3 mesi, breve, intenso, insufficiente. Eravamo in troppi dopo l’arrivo di Roselli, ammette Boniciolli. Ci si mette poi un attimo a recuperare i contatti con Antimo Martino, che firma in un amen. Sarà una sfida emozionante dice il neoallenatore, mentre inizia la rumba del mercato. Vogliamo salire direttamente e vogliamo una nostra casa, dice il presidente della Fondazione Roberto Melloni. Per un attimo si paventa di passare alla Unipol Arena, ma Christian Pavani spegne le polemiche sul nascere, anche perché la tifoseria è unanime nel bocciare l’idea. Sul campo, la prima firma è quella di Matteo Fantinelli, la seconda è quella di Marco Venuto. Intanto Boniciolli rescinde: è la fine di un’epoca.

Luglio - Qualche saluto è sofferto (quello di Chillo, ma anche Italiano saluta con un lacrimone su Instagram), ma gli arrivi sono rapidi: Benevelli, Hasbrouck e Sgorbati. Manca solo il lungo, con una ridda di nome che porta il GM Carraretto a dire che fretta c’è? e l’attesa porta alla firma di Maarten Leunen, mentre si inizia a parlare di derby amichevole a settembre. Siamo felici della squadra fatta, testa bassa e niente proclami dice Pavani, presentando l’accordo tra Fortitudo e Progresso Matteiplasti.

Agosto - Arriva il raduno Fortitudo con tanto ottimismo, e benchè ci sia qualche voce negativa arrivante dal passato (Repesa e Alibegovic, poco convinti), la campagna abbonamenti parte bene. Manca lo sponsor: si parla di Metano Nord e si fanno anche cifre (1,5 milioni per tre anni), riportate da molti organi di stampa.

Settembre - Il precampionato fa capire subito che la squadra male non è, ma le dolenti note arrivano da fuori: vengono presentate le maglie con il nuovo sponsor Metano Nord, che il giorno dopo replica non ne sappiamo nulla, di cosa stiamo parlando, scusate?. Figuraccia, dimissioni poi rientrate di Pavani, e caccia a chi abbia provocato la – diciamo – incomprensione. Se non altro, la questione sponsor viene risolta in pochi giorni con la firma di Lavoropiù. Intanto si gioca il derby amichevole: non c’è gara, e lo si sapeva, con la Fossa che resta fuori e gli Unici che ne prendono, logisticamente, il posto. Chiude la campagna abbonamenti, 4840. Un po’ di maretta fuori dal campo per la questione Under18 (Fucka al posto di Loperfido, con modalità poco apprezzate da quest’ultimo), ma anche la vittoria nella Supercoppa, giocata al Paladozza.

Ottobre - Il campionato parte con illibatezza, e squadra che vince segnandone 90 o quasi a botta benchè qualche acciacco costringa Fantinelli alla maschera per il naso, e box sparsi (specie Mancinelli). La vittoria a Treviso è già un forte segnale, e tutto fila liscio. In Fortitudo, anche questa è una notizia.

Novembre - Se c’è qualche problema è fuori dall’agonismo, con la gara interna contro Mantova dove alla cronaca ci finische la diatriba tra Fossa e Unici per la gestione degli spazi interni. Arriveranno comunicati vari, alla ricerca se non di una pace almeno di un modus vivendi. Intanto la squadra vince sempre, benchè meno brillante rispetto alle prime uscite.

Dicembre - Dopo nove vittorie arriva la prima sconfitta, a Piacenza, ma la squadra sembra digerirla abbastanza bene, e la serie positiva continua anche se, nel frattempo, la classifica spiega bene che sarà Treviso l’Avversaria. Si fatica tantissimo in casa con Forlì, ma dopo lo scampato pericolo anche Cagliari, in casa, cede il passo alla Fortitudo. Squadra campione d'inverno, e soprattutto a +4 su Treviso.

2 APRILE, IL GIORNO DELLA FORTITUDO VITTORIOSA A REGGIO EMILIA E DI TEO ALIBEGOVIC
LO SFOGO DI MATTEO BONICIOLLI