Basile, "Essere promossi non sarà facile, serve anche molta fortuna"

Gianluca Basile è stato sentito da Elisa Fiorini per il Corriere di Bologna. Un estratto dell'intervista.
"Mi fa un effetto davvero strano vedere Ruvo giocare contro la Effe, anche se l’ho già vissuto l’anno scorso. All’andata al Paladozza presero una bella mazzata, mentre al ritorno se la sono giocata. Ora sono già più abituato a questa sensazione: vedremo che partita sarà. Ho seguito entrambe nel precampionato, ma devo ancora farmi un’idea di cosa potranno combinare in questa stagione».
Seguo ancora la Fortitudo, anche perché c’è ancora il dottor Quadrelli, il mio medico quando ero alla Fortitudo, che a volte mi aggiorna sulle novità. La scorsa è stata un’annata davvero sfortunata, ricca di infortuni… Non è che è meglio cambiare dottore? (ride, ndr).
La A2? Le squadre che giocheranno per salire saranno bene o male sempre le stesse. Ci sono un sacco di piazze storiche e importanti, mi vengono in mente Pesaro, Brindisi e ovviamente la Fortitudo. Due posti per la promozione sono pochi e ci proveranno in tanti. Bisogna armarsi di pazienza, il campionato è lungo e spesso la posizione a fine regular season non è indicativa. Verona è arrivata ai playoff da quarta, poi è salita con merito. Serve anche un po’ di fortuna. In sintesi, non è facile.
L'anno buono? Ogni stagione parte volendo salire, ma concorrono molti fattori. Lo scorso anno ha avuto una marea di infortuni, eppure ci è andata vicino, dovendosi inchinare solo a Verona che ha vinto due volte al Paladozza. Tutti iniziano sempre con le migliori intenzioni.
La vita senza basket? La pallacanestro è cambiata e mi sono reso conto di non avere la passione di alcuni colleghi. L’indole per diventare allenatore o dirigente o ce l’hai o non ce l’hai, e io non la ho. Dopo venti bellissimi anni di carriera voglio essere libero di non dover più fare avanti e indietro dalla palestra."