Flats Service Fortitudo Bologna - Wegreenit Urania Milano, il dopopartita

Le serate perfette per i giornalai scrocconi: la partita non ha storia, il pezzo è già pronto a fine terzo quarto, e si può andare indisturbati al buffet - ah, i tempi del Presidentissimo, ora in difficoltà perchè pare non abbia pagato chi doveva produrre un film sulla sua vita - che tanto altro da raccontare non c'è. La Fortitudo liquida senza problemi una Urania come sempre troppo vincolata alle lune di Gentile (Alessandro), e sembrata la peggior squadra del lotto tra quelle viste fin qua. Ci mettono del proprio anche i Cavina's, trovando la classica bella prova di squadra dove tutti hanno il loro momento positivo per mettere il canonico mattone nel muro, e dove alla fine non c'è un eroe del giorno. E pure il coach alla fine può essere contento, dato che i minutaggi sono stati sparsi come voleva lui: un massimo di 27 per Radonjic (che era pure post febbre) e un minimo di 12 per Anumba. Il platoon system, appunto, sperando che questo possa essere utile per essere tutti in forza già mercoledì, quando a Torino si tornerà a giocare.
Del sabato sera agonistico, poco da dire: una volta limitato l'unico punto di forza milanese la partita si è diretta senza problemi all'indirizzo giusto (41 presi prima dell'intervallo, 25 poi. Concedendo il 61% prima e il 24% poi) e limitandosi, in attacco, a cercare una continuità senza bisogno di picchi o di raffiche, se non magari un rallentamento quando, appunto, gli scriventi erano già sulla mortazza. E una curiosità: la Fortitudo è la squadra contro cui le avversarie sbagliano il maggior numero di liberi, fin qua siamo ad un imbarazzante 63% altrui. Oh, evidentemente le partite si vincono anche sulle paure del tuo contendente.
Stasera che sera - Tutti, appunto, con magari un accenno extra per Radonjic che l'ha iniziata a chiudere quando ancora poteva essere aperta e sulla staffetta che ha piano piano disinnescato Alegent. Però fare altri nomi sarebbe ingiusto, dato che tutti si sono sbattuti.
Elettrochoc - Nessuno, dai.