La Virtus che verrà: un parco italiani da rifondare

Tra poco più di due settimane inizieranno i playoff, e la Virtus tenterà di vincere lo scudetto per bissare il successo della scorsa stagione. Poi ci sarà da costruire la squadra per la prossima stagione, che subirà profondi cambiamenti. Al netto del budget che la proprietà metterà a disposizione, infatti, certi giocatori saranno semplicemente impossibili da trattenere. E' il caso di Saliou Niang, che andrà in NCAA firmando un contratto milionario e versando un buyout nelle casse bianconere. Ed è il caso di Alessandro Pajola, in scadenza, che sta sfogliando la margherita tra varie opzioni in Eurolega. E' in scadenza anche Nicola Akele, che dovrebbe andare altrove (Tortona?) in cerca di una squadra che gli dia un minutaggio superiore. Va da sè quindi che rifondare il parco italiani delle Vu Nere sarà la prima cosa da fare.
Resterà Momo Diouf, per cui si parla da mesi di accordo raggiunto per il rinnovo, e resterà Francesco Ferrari, nonostante si sia dichiarato al Draft NBA. Daniel Hackett ha recentemente espresso la volontà di continuare e chiudere la carriera in bianconero, e se ci sarà accordo con la società potrebbe diventare il prossimo capitano. Per il resto, ci saranno diversi italiani da ingaggiare, in un mercato non semplice e ora reso ancora più difficile dalla concorrenza NCAA. Al momento i nomi più caldi sembrano tre: il primo è Andrej Jakimoski, ala macedone di formazione italiana in forza a Trento. La pista sarebbe molto calda, anche se nelle ultime ore è spuntato il nome di Valencia come possibile concorrente. Il secondo è quello di Tommaso Baldasso: il tiratore piemontese, ex Milano e Fortitudo, sarebbe vicino all'accordo. Il terzo è quello di Davide Casarin, che era stato accostato anche la scorsa estate. L'ex Venezia ha disputato un'ottima stagione a Cremona e se non dovesse andare in NCAA la Virtus potrebbe essere una buona destinazione per lui.
