E alla fine arrivò al tramonto di un torrido 30 luglio, la fine del mercato Fortitudo. Un mese dopo quello a cui si era stati abituati nell'epoca Boniciolli, ma ancora in tempo per non passare per i ritardatari che vanno a pescare quello che passa il convento dopo le altrui prese. Invero, tanta roba era già stata chiusa nelle settimane scorse, e solo la scelta del lungo titolare rimasta in sospeso tra legittimi dubbi, ricerche di offerte senza svenarsi e senza fare aste, e necessità di capire cosa davvero servisse a questa squadra. Alla fine ecco Leunen, non esattamente previsto (ancora lunedì sera qualcuno ribadiva che si sarebbe tornati su Peterson), al termine di settimane in cui i giornali si sono dovuti scervellare per scrivere qualcosa, tra i continui ed eccessivi meglio così rispetto alla fretta di quello prima, e l'ovvio cercare di capire cosa bollisse in pentola. Con Leunen che forse, chissà, era nei radar, ma di questi tempi ad un certo punto la confusione era tanta che bastava un attimo per non capire se i radar fossero quelli F o V (possibile lo siano stati anche V, inizialmente, vista la convivenza sacripantiana del nuovo lungo biancoblu).

Comunque, eccola la squadra. Meno svecchiata di quanto non si fosse pensato (gli over 30 sono comunque tanti) e forse meno dinamica di quanto non si ritenga sia necessario per la A2, la Fortitudo che cercherà uno dei tre posti promozione la mette sull'esperienza sperando di avere comunque risorse per evitare la camera iperbarica, lunga - alla fine i "giocatori" sono comunque 10 - ma più gerarchica di quanto non lo sia stata in passato, quando troppi giocatori potevano legittimamente puntare a chiedere posti da titolare. E senza scommesse, visto che sia Hasbrouck che Leunen qualcosa di Italia lo hanno visto: sarà da valutare l'impatto del secondo, in una categoria dove potrebbe essergli chiesto qualcosa di diverso dal gregariato di lusso che in A era stato sempre ottimo e abbondante.

Difficile, a questo punto, capire il potenziale e tutto il resto, visto e considerato come la recente esperienza ci abbia abituato a modifiche di roster primaverili e campagne acquisti sontuose nelle ultime curve della regular season. Quelle fatte anche dalla F nel passato (Amoroso e Cinciarini, per dire, ma anche l'autunnale Rosselli dell'anno scorso). Di certo, tanto passerà da come Martino saprà amalgamare una truppa che pare meno bizzosa di quelle viste negli ultimi tempi, e che dovrà puntare forse più sull'orizzontale che non sul verticale. Sapendo che margini di crescita, per degli ultratrentenni, ce ne sono pochi. Ma che, sapendo tenere botta, grossi problemi di gestione non ce ne dovrebbero essere. E non è esattamente un brutto punto di partenza. Nessun proclama, dice il presidente Pavani, ma è chiaro che nell'anno delle tre promozioni, a quelle si punta.

2 APRILE, IL GIORNO DELLA FORTITUDO VITTORIOSA A REGGIO EMILIA E DI TEO ALIBEGOVIC
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91