Carlo Recalcati è stato intervistato dal Resto Del Carlino in vista della proiezione del film sulla sua vita, venerdì al PalaDozza.
Un estratto dell'intervista.

Il PalaDozza per me è speciale. Non si chiamava ancora così. Era semplicemente il palasport di Bologna. 
Ho esordito in serie A nel 1963. E indovinate dove posso aver fatto i primi tiri?. In Piazza Azzarita, appunto.
Mi sono sempre sentito a casa. Sono nato a Milano, non è un segreto. Ma ogni qual volta andavo a Milano facevo fatica.
A Milano non facevo mai canestro". A Bologna, invece? Vado a memoria. Ma di canestri, da giocatore, ne ho fatti tanti. Il canestro mi sembrava molto più largo. E diventava tutto facile.
Per due anni, il PalaDozza è stato casa sua. Dal 1999 al 2001. Sinceramente avrei anche continuato. Ma è andata bene lo stesso. In Fortitudo sono stato trattato al top. Ricordo ancora la prima sera. Presentazione della squadra, palazzetto pieno, tutte le bandiere della Fortitudo degli anni precedenti, compreso Schull. Un ambiente così mi ha subito gasato. Al punto tale che, quando mi hanno dato la parola, forse ho esagerato.  Con un entusiasmo così - le mie parole - l'unica cosa che possiamo fare è vincere. Diciamo che mi sono sbilanciato parecchio. 
Poi, però, ha conquistato il primo scudetto della Fortitudo. Per fortuna". 
Quanta gente si aspetta? Non lo so. A Cantù e Bergamo sono state scelte sale da 300 posti. Spero che ci sia interesse e curiosità. E spero di vedere tanti amici. 
 

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