Sorokas, "Essere qua è un onore, ma anche una grande responsabilità"

Paulius Sorokas è stato ospite di Podflats. Un estratto della lunga intervista.
Cosa hai colto dello spirito Fortitudo in questi mesi? “E' una piazza storica, è un onore essere qui, siamo spinti dalla gente sia in casa che fuori, si gioca per queste cose qui. E' onore e responsabilità”
Come ti sei avvicinato al basket? “In Lituania giocano tutti, sono cresciuto sapendo che avrei voluto fare il giocatore seguendo mio padre che era pure un giocatore”
Lo è anche tua sorella. “La devo ringraziare perchè mi ha insegnato tanto, nella crescita”
Come hai iniziato? “Da 14 anni a 18 anni giocavo da play perchè ero un po' ciccione, poi la statura è aumentata, però in questo modo ho imparato il ruolo di regista”
Le differenze tra Lituania e Italia? “In Italia si gioca più liberi, in Lituania insegnano subito il gioco di squadra, le letture, gli schemi. Così si capiscono subito le situazioni, ma servirebbe insegnare anche gli uno contro uno”
In Fortitudo ci sono stati vari lituani. “Karnisovas sta facendo una buona carriera in NBA ed è una leggenda, come anche Zukauskas e Khomicius”
Hai conosciuto Sabonis? “Se parla, anche il presidente della Lituania lo sta a sentire”
Stai imparando il bolognese? “Qualcosa”
Sei arrivato in Fortitudo dopo una lunga esperienza in Italia. “Sapevo che affrontarla era una esperienza incredibile. Conoscevo la storia della squadra, poi Fantinelli mi ha spiegato cosa significhi giocare qui. E già dalla prima amichevole non so quanti tifosi ci fossero a seguirci”
Stai segnando tanto. “Non è la mia prima opzione, ma è un modo per aiutare i compagni quando ci sono assenze”
Prendi molti rimbalzi. “In questo sono sempre stato valido, dovrei cercare di prenderne di più in attacco”
Tante volte in doppia doppia. “I numeri sono ok, ma conta vincere. Stiamo migliorando, cerchiamo di arrivare più in alto possibile”
E' il tuo anno migliore nel tiro da 3. “Forse, grazie all'allenatore e ai compagni che mi danno fiducia. Sono passato a giocare da 5 a 4, sono più esterno, questo permette di tirare di più da fuori. Non sono un giocatore da 1 contro 1, ma con il mio tiro riusciamo a creare vantaggi”
Sei un trascinatore. “Cerco di dare sempre tutto. In carriera non sono mai stato il più talentuoso della squadra, ma ho tanto amore per il basket, e chi ha poco talento deve fare più degli altri. Quindi sono abituato al lavoro sporco per arrivare a vincere, e questo si vede nel mio carattere”
Non ti tiri mai indietro. “E' nel mio carattere”
Avere un padre ex giocatore è un vantaggio? “Sono più i vantaggi, lui cerca sempre di seguirmi”
Ti piacerebbe che tua figlia diventasse una giocatrice? “La cosa più importante è che sia contenta lei. Poi se giocherà sarò contento anche io”
E' un campionato molto equilibrato. “Sicuramente il più duro a cui ho partecipato, a inizio stagione dicevo che chiunque poteva battere chiunque e magari qualcuno non è stato contento della mia risposta, ma si è visto che è vero. Non ci sono partite pronosticabili, la classifica spesso conta poco, ci sono 8-9 squadre che con una vittoria in più o in meno si vedono cambiare tante cose”
Le avversarie più temibili? “Leggo la classifica, c'è uno sprint, e quando le partite contano davvero speriamo di essere dove vogliamo arrivare”
Tirate molto da 3 punti, ad un certo punto le percentuali erano basse. “Per creare buoni tiri serve avere tiri comodi, e noi non abbiamo tanti giocatori uno contro uno. Giochiamo di squadra, e gli infortuni hanno pesato: in A2 senza uno straniero è un problema, perchè si hanno meno vantaggi e tiri comodi. Poi si è fatto male Mazzola che sarebbe stata una arma, come anche Imbrò. Lo abbiamo pagato, anche perchè ogni volta abbiamo dovuto fare continui aggiustamenti”
Che gruppo siete? “Forse io sono quello più scherzoso, ma stiamo tutti bene insieme. Poi le vittorie aiutano a creare il gruppo, e anche se c'è qualche sconfitta siamo comunque uniti”
Fantinelli è il capitano. “Sa essere serio e farci ridere quando c'è bisogno”
Quando smetterai di giocare resterai in Italia? “Mi manca Kaunas, ma amo l'Italia che è la mia seconda casa. Mi piacerebbe diventare gm, stare vicino ad una squadra”
