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E chissà cosa sarebbe stata, questa stagione, se non ci fossimo trovati già a novembre con due assenti definitivi. L'annata della Fortitudo non può prescindere da questo, che sarà anche un alibi ma che di fatto non lo si può negare: orbata del suo settore lunghi, la truppa ha dovuto triplicare gli sforzi in difesa (peraltro non subendo praticamente mai a rimbalzo) per coprire le mancanze davanti, dove c'è stato un esubero di tiri da 3 anche perchè, di fatto, Fantinelli è stato a lungo l'unico giocatore con un minimo di pericolosità interna. Lunga problematica in trasferta, poi quando si trova la quadra si arriva ad un quid dalla promozione diretta, per poi rimanere senza fiato (e uomini) contro una Verona più quadrata. Uscendo dalle due sconfitte del Paladozza e da quella in Veneto tra gli applausi unanimi della gente: ci sarà la delusione, ma anche la consapevolezza che questi, tutti, hanno dato tutto. Coesi, se vi pare.

Anumba - voto 6,5 - Il ritardo in partenza che lo fa pensare come già in discussione prima dei primi minuti in campo, poi una lenta crescita che lo fa apprezzare nella classica modalità sta dando molto più di quanto non ci si aspettasse. Presenza a rimbalzo d'attacco, diventa anche un piccolo fattore offensivo, forse l'unico con un minimo di pericolosità interna. Non gli si può chiedere di essere di più, ma pur sottodimensionato il suo spazio se lo è ipermeritato. 6 punti, 4 rimbalzi (soprattutto in attacco), e la crescita durante l'anno.

Della Rosa - voto 6,5 - Partenza a strappi, quasi a dover capire cosa significhi essere lontani da casa per la prima volta. Dopo fa quel che deve, esagerando un po' con i tiri da 8 metri e latitando nel momento di fare il regista d'ordine, ma che sia giocatore importante ce ne si accorge con Verona, annessi e connessi. Meno jellato di altri precedenti cambi in regia (vedi Sabatini o Vencato, oltretutto ancora fuori, quest'ultimo, dopo un anno), ma non del tutto esente dal tributo alla sfiga. 7 punti, quasi 4 assist, forse rivedibile dall'arco (32%).

De Vico - voto 6- - Un altro degli interventi invernali a coprire gli abusi ortopedici dei compagni, fatica a trovare una sua dimensione offrendo una utilità limitata. Trovandosi in quel ruolo di un po' 3 e un po' 4 ma non 5 dove c'era già, ohibò, altra offerta. Di fatto, un contorno attorno ad altri contorni. Una decina di minuti, 4 punti.

Fantinelli - voto 6,5 - Stats in calo a causa del tanto dentro e fuori, è normale che con l'anagrafe che inizia a bussare qualcosa possa perdere di lucidità. Giocatore che ormai conosciamo quasi come un parente, con i pregi e i difetti descrivibili ad occhi chiusi. Servirebbe iniziare a far crescere una forte alternativa, senza vedere ciò come una bocciatura ma come, diciamo, una specie di polizza assicurativa contro ernie, schiene, rughe. Più o meno 7 punti e 7 assist, andando leggermente in calo rispetto al passato, per ovvio minutaggio e condizione meno brillante: resterà?

Guaiana - voto 6-- - Buona volontà a palate, per chi si adegua a fare un po' di tutto, specie in difesa, palesando però in attacco limiti soprattutto di velocità, andando sempre un po' più lentamente di quanto il livello non richieda. Per questo arrivano occasioni mancate e successivi shampoo. Utile ingranaggio, senza però il salto di qualità. 40% scarso al tiro, una decina di minuti.

Harris - voto 6 - Pare una buona pesca, anche se pure lui si acciacca e per un motivo o per l'altro non viene aspettato. Finisce a fare ottime cose in Mongolia: col senno di poi, forse chissà, provare a tenere lui e non Perkovic come jolly poteva essere cosa buona e giusta. 12 punti e 18 minuti.

Imbrò - voto 6+ - Pietra del dubbio quando viene preso al posto di un lungo, vive una stagione di dentro-fuori dal campo per via di acciacchi di vario genere, privando la truppa di chi poteva essere con più costanza l'uomo del tiro ignorante finale. Quello che ti fa vincere a Pesaro e che quasi te la vince in G1 con Verona. Potenziale non sfruttato, ahilui e ahinoi. 6 punti, e percentuale da 3 su cui si poteva fare meglio (33%), anche se a volte sono stati gol pesanti. Regia e difesa a volte a fatica, ma tanti nasi che all'inizio erano storti, con tempo, si sono ricreduti.

Mastellari - voto 6 - Prima è complice nel killeraggio delle speranze di promozione diretta, poi si ambienta subito, forse anche troppo visto che non si tira mai indietro quando c'è da prendersi responsabilità. D'altra parte qualcuno doveva farlo, no? Sarebbe stato utile, tanto, anche prima, chissà. 16 minuti. quasi 8 punti e il 36% al tiro. 

Mazzola - voto NG - Ne gioca due, si fa male, rientra, si fa di nuovo male e non rientra più. E non sapremo mai quanto sarebbe stato utile avere un giocatore che avrebbe dato eccome una mano a fare legna là sotto, quando i centimetri latitavano. 7 punti di media e il 50%, ma giocando solo poco più di 100 minuti totali.

Moore - voto 7- - Ad averlo avuto sano per tutta la stagione forse tante cose si sarebbero potute evitare, perfino i playoff. Così rimane l'idea di un continuo essere approssimativo: prima per ambientarsi, poi per il primo rientro, poi per il secondo rientro. Pare capace di fare un po' di tutto, sicuramente è l'unico che sa battere la prima linea e costruire qualcosa anche per gli altri e non per sè, ma senza aver davvero avuto la possibilità di conoscere bene i compagni e poterli trovare anche ad occhi chiusi. Quasi 16 di media, un rivedibile 25% da 3, dato che spiega il meno accanto al 7.

Moretti - voto 6+ - Inizia con salti mortali e gente a strabuzzarsi gli occhi, poi - anche a causa di una botta che lo tiene fermo un po' - torna umano e ci mette forse troppo a riprendere il ritmo. Sottodimensionato per giocare da 5 e limitato nelle movenze offensive, si sbatte a rimbalzo come se credesse di avere 7-8cm in più, e spesso ne esce pure vincente. E le capacità di lotta lo portano ad essere perdonato per altre mancanze. Ecco, servirebbe un po' di continuità in più. 18 minuti e 6 rimbalzi.

Perkovic - voto 6- - C'è un prima, quando era a gettone e di fatto era parso una gran bella pesca, e un dopo. Quando, a prolungamento avvenuto, il rendimento è calato. Volendo evitare il pensiero dell'avuta la grazia gabbato lo santo, forse la differenza stava nell'essere certo del giocare in assenza di Moore, e il doversi attivare all'ultimo, poi, in caso di bisogno. Più finalizzatore che costruttore: appunto, buon gettone, meno da titolare. 14 punti e il 34% al tiro, dimezzando o quasi nei playoff.

Sarto - voto 6,5 - Spreme più di quanto forse non ci si potesse aspettare, costringendosi a diventare unica punta esterna visto il turnover tra guardie e, quindi, patendo difese che lo pressano sapendo che non sempre è in grado di costruirsi lo spazio per liberarsi. Paga un po' la mancanza di continuità, ma è alla sua migliore stagione in carriera, e questo qualcosa lo vorrà dire, no? Deve imparare a fare di più nel novero delle piccole cose, ma non si parte certo da zero, anzi. 12 punti e il 43% al tiro.

Sorokas - voto 7,5 - Pesca clamorosa per chi regge la carretta (nemmeno nel proprio ruolo, non dimentichiamo) lungo tutto l'anno, e non gli si può buttare la croce addosso se arriva alla fine con la lingua fuori. Gioca partite da irreali 20+20, non si tira mai indietro, gli si potrebbe forse far notare qualche eccesso di tentativi da lontano di troppo, ma siamo all'MVP della stagione senza nemmeno bisogno di far partire le votazioni, di cosa stiamo parlando? Serve altro? 16+10 in 34', forse migliorabile dall'arco (32%).


Caja - voto 7- - L'allenatore e il comunicatore questi sono (erano): capace di tirare fuori quasi tutto il possibile dai propri giocatori, che magari non si butterebbero nel fuoco per lui ma poi producono le migliori stagioni in carriera. Anche quest'anno gli manca un quid per fare gol: vuoi gli infortuni, vuoi il finale tumultuoso, ma può dire di avere chuso il suo ciclo triennale sapendo di non aver lasciato niente di intentato. Avrebbe probabilmente salutato a prescindere dai dietro le quinte, così resta un po' di amaro in bocca in più: d'altra parte è arrivato a pochi minuti da una promozione diretta e di certo, his way, ha dato tutto.

Scrivanie e affini - voto 7 - Intendendo come "mondo Fortitudo", si può dire che sia stato provato di tutto, andando ad intervenire sempre ogni volta che l'infermeria si andava a riempire. Si chiude anche qui un ciclo, e sarebbe bello ricordare da dove si era partiti prima di augurare, alla prossima dirigenza, di avere soprattutto maggiore fortuna. Poi è vero, sarebbe stato necessario tamponare le infinite fughe di notizie sulle problematiche interne, ma non si può avere tutto dalla vita.

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