Jakovljevic: arriviamo ai playoff consapevoli. Sceglierò volta per volta chi andrà in campo

Il coach della Virtus Nenad Jakovljevic ha parlato alla stampa alla vigilia dei playoff.
Un estratto delle sue parole, riportate dai quotidiani bolognesi.
Nel momento di crisi iniziale non mi sono mai detto "chi me l'ha fatto fare". Non posso trasmettere cose che non mi appartengono, io non mi arrendo e non mollo mai, fa parte della mia cultura di vita e di sport. La crisi non dura per sempre, conta quanto si stia uniti, aggrappati l'uno all'altro e quando la tempesta è finita potersi guardare negli occhi e dirsi "grazie". Abbiamo fatto passi avanti, nell'approccio e nei risultati. Arriviamo ai playoff consapevoli del percorso di tutta la stagione, vogliamo dare continuità ai sacrifici. Se siamo primi è perché abbiamo superato le difficoltà insieme, di squadra.
Non pensavo di esordire ai playoff quest'anno, ma me l'ero immaginato proprio così. Ho iniziato questo mestiere per amore della pallacanestro, le sono estremamente grato per avermi dato la possibilità di essere qui e aver conosciuto persone che reputo amiche. Adesso sono fiero di dove sono, di chi alleno e del simbolo che rappresento perché fa parte della storia italiana e internazionale. Il futuro? Penso ai playoff, ma siamo sulla buona strada".
Il rapporto con Ivanovic? Pochi giorni dopo il suo esonero mi ha mandato un messaggio che mi ha reso molto più sicuro e tranquillo, ma quello che mi ha scritto resta fra di noi. L'ho sentito anche in seguito, potremmo anche non sentirci pertanto ma quando lo vedo lui sa cosa può pretendere da me e cosa può avere. A lui sarò grato per sempre perché oltre alle questioni cestistiche mi ha insegnato tante altre cose più importanti del basket. Ho un approccio diverso da lui, sono stato più vicino ai giocatori lavorando da assistente e mi ha aiutato a capire che tipo di rapporto può aver maggior successo.
Hackett? Un patrimonio della pallacanestro italiana. Quando c'è stato il cambiamento l'ho chiamato in ufficio e abbiamo parlato a lungo di cosa avremmo affrontato. Le sue leadership, emotività ed esperienza hanno aiutato anche me a trovare soluzioni.
Il turnover? Sceglierò di volta in volta i due stranieri che staranno fuori. Tutti sono parte della squadra, ogni partita fa storia a sé. Morgan non si è ancora allenato con il gruppo ma ha fatto passi avanti e mi auguro possa darci una mano già da domenica. Arriviamo ai playoff consapevoli del percorso fatto, se siamo stati primi tutto l'anno significa che di squadra abbiamo superato tutte le difficoltà.
