Il capitano della Fortitudo - Stefano Mancinelli - è stato intervistato da Andrea Barocci sul Corriere dello Sport.
Ecco un estratto delle sue parole.

Ancora decisivo a 34 anni? Sto bene fisicamente: quando stai così e hai talento, alla fine rendi sempre tanto. Certo, non ho più le gambe di quando avevo 20 anni, però riesco ancora a giocare molto bene. Gli allenamenti con Boniciolli inoltre non sono mai "normali" e questo è già importante. Poi è chiaro che anche io qualche volta faccio qualche cavolata, non è che sto sempre li sul pezzo: ogni tanto mi vado a bere qualche bicchiere di vino, altrimenti sarei già impazzito da dieci anni...
Perché Bologna è diversa per un giocatore? Perché è l'unica dove forse conta prima il basket e poi il calcio, e la gente è malata di pallacanestro. Dopo ogni gara, sia che vinci o che perdi, i tifosi ti fermano e ti fanno domande. Giocare a Bologna è il top d'Europa. Ovviamente Virtus e Fortitudo non sono quelle del passato, eppure l'atmosfera è la stessa. Quando sono tornato alla Fortitudo pensavo di trovale la tifoseria scarica. Invece è ancora più calda di quando partecipavo all'Eurolega dieci stagioni fa. Qui il basket è una fede. Per me significa tutto. Dalla prima volta che sono entrato al Paladozza, avevo 15 anni, ad oggi, quando salgo le scale mi viene la pelle d'oca.
Cosa non funziona ancora in questa Fortitudo? Non stiamo giocando come potremmo, soprattutto in attacco. All'inizio del campionato avrei messo la firma per 11 vinte e 4 perse alla fine dell'andata. Però qui a Bologna i tifosi, non tutti, quelli un po' più critici, vogliono vederci sempre primi. Il problema è che Trieste che sta disputando una stagione devastante. Quando inizieremo a giocare come possiamo, faremo meglio.


FORTITUDO, IDEA ANCELLOTTI?
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91