Fantinelli, "Ci sono squadre più attrezzate, ma ce la giocheremo"

Matteo Fantinelli è stato sentito da Luca Bortolotti per Repubblica. Un estratto dell'intervista.
"Sto convivendo con una brutta lombalgia, a fine campionato c'erano gare troppo importnati e ho voluto dare comunque una mano, ora sto lavorando sperando di essere al meglio per i playoff. A Forlì nessuna amarezza, eravamo già focalizzati sull'idea che l'obiettivo dell'ultima giornata fosse piazzarci nella posizione migliore per i playoff e non farci sorpassare da Verona. Ci siamo riusciti, e mesi fa il terzo posto sarebbe sembrato un enorme risultato. Sì, forse ce la saremmo meritata la promozione diretta, ma la meritavano anche tante altre squadre; noi ora dobbiamo preparare la maratona playoff che ci aspetta con diversi club che ancora puntano al bersaglio grosso. E ci sono squadre più attrezzate di noi, come Pesaro e soprattutto Verona che è stata costruita per vincere, a differenza nostra. L'importante è giocarle una per una al meglio e non avere rimpianti alla fine, sperando di evitare infortuni.
Le dinamiche esterne? Le cose fuori non le viviamo, per noi l'organizzazione societaria è stata perfetta e quello che ci importa è lavorare tanto e bene in campo e in palestra. Da veterano di questo spogliatoio do sempre una mano ai nuovi ad inserirsi nella squadra e nella città: arrivare a Bologna senza conoscerla non è facile, trovare un compagno che diventa amico è importante. Aradori, Panni, Bolpin sono diventati amici e restati tali anche quando sono andati via, sarà così con molti di questo gruppo con cui sono stato bene. È una cosa su cui ho sempre insistito molto coi compagni, se ti limiti a un rapporto professionale fai fatica, i risultati li raggiungi anche creando una relazione fuori dalla pallacanestro.
Io sarò sempre grato al club e a tutte le società che ho attraversato per quello che mi hanno dato e il ruolo che mi hanno riconosciuto; d'altra parte anch'io penso di essere riuscito a dare tanto pure nei momenti difficili, e ne abbiamo passati. Quando uno ha dentro un senso di appartenenza che lo smuove più dei soldi o del minutaggio diventa più facile continuare a scegliersi a vicenda.
La promozione? È quello per cui giochiamo ogni anno, negli ultimi ci siamo sempre arrivati non troppo lontani, ci piacerebbe regalare questa gioia a noi, alla gente e al club che la merita. La promozione del 2019 resta un ricordo bellissimo della mia carriera, ma era un contesto diverso, già a gennaio sapevamo che probabilmente saremmo andati in A. Allora eravamo stati costruiti per vincere il campionato, in questi anni mai. Dovremo essere solidi, e avere un po' di fortuna"
