Flats Service Fortitudo Bologna - Crifo Wines Ruvo, il dopopartita
Ne abbiamo viste talmente tante, di ‘ste partite al Paladozza, che si potrebbe andare a chiedere il rimborso perchè lo spettacolo non era inedito. Inizio imballato, reazione, e secondo tempo dove piano piano tutto scorre così tranquillo da rendere tutto festaiolo senza problemi alcuni. La Fortitudo che ha silenziato Ruvo aveva poi l’alibi dell'incognita ambientale: alla fine Cavina ha ricordato come dopo il primo cesto di Sorokas abbiamo festeggiato come avessimo vinto i mondiali e abbiamo smesso di giocare. Può capitare, quando c'è da prendere le misure di un clima unico (oltre 5mila dichiarati) anche se in campo non c'era Tardelli e nessun Pertini sugli spalti. Finendo poi con l'abbraccio tra il coach e il proprietario: una novità recente, da 'ste parti.
La squadra? Imballata all'inizio, forse pagando l'obbligo di doversi adeguare ad una struttura che le contingenze obbligano ad essere opposte rispetto al passato: laddove si chiedeva all'1 di fare il 2, al 2 di fare il 3 eccetera, ora si va al contrario, e qualche problema di velocità ci può essere, quando ti colgono di sorpresa. Ecco quindi forse spiegato il flop iniziale, al di là delle questioni emotive: Sarto ha reso le cose più fluide, Moretti è stato più funzionale di Guariglia, e Radonjic ha spalancato le porte del recupero. Nessuno sopra i 25' e nessuno sotto i 13' giocati, dei 10 senior: buon segnale, tutti serviranno, prima o poi.
Stasera che sera - Clima perfetto, appunto, e squadra che non ha visto i fantasmi nel momento in cui Ruvo è entrata in casa senza togliersi le scarpe. Panchina (o meglio, i secondi 5 ad entrare) che ha girato le cose, e plauso finale a Mazzola: ok, forse era garbage, ma visto il pregresso, un bel ri-esordio.
Elettrochoc - Qualcosa da rivedere nell'impatto di Guariglia e nella prova di Morris, ma chissene. E una nota di biasimo ai tortelloni nel buffet finale: uno cerca di dimagrire, e questo è il contributo della Effe?