Allora il problema non erano solo le esternazioni di Caja, o la gestione Tedeschi. E' chiaro che il mondo Fortitudo continui a faticare nel trovare una propria pace interna, e che la si può vedere con qualsiasi tipo di occhio, ma qualcosa ancora non funziona. La faccenda delle quote di Baldi, e delle successive dichiarazioni, farebbe pensare ad una specie di fronda interna di soci di minoranza che ritengono di poter far “meglio di Gentilini”, portando quindo a giorni di vari comunicati: la Fortitudo che spiega la situazione, l'addetto stampa Federico Boschi che deve chiarire ulteriormente , l'altro socio Davide Malaguti che specifica “se devo dire qualcosa lo faccio da me, evitate di tirarmi in ballo” in un altra nota. E ieri è arrivato il comunicato del gruppo Amo la Fortitudo, a garantire il proprio sostegno incondizionato a Matteo Gentilini e moniti a Baldi, così come anni fa, in precedenti occasioni, avevano criticato la gestione Muratori sostenendo il cambio che portò la Effe a Stefano Tedeschi e allo stesso Gentilini. 

Lungi da noi il prendere una posizione piuttosto che un'altra, dato che lo scrivente ritiene che, nella pallacanestro, quando si parla di percentuali ci si dovrebbe riferire a tiri da 3 o cose simili, così come le azioni dovrebbero essere quelle di gioco e non altro e le prelazioni dovrebbero essere solo quelle degli abbonati. Oggi viene presentato Morris, domani c'è la prima sgambata a porte aperte al Paladozza: riusciremo a trovare il modo per parlare solo di campo e lasciare tutto il resto (firme ritenute false, iscrizioni giovanili, pec, varie ed eventuali) sotto traccia?

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