Giampaolo Amato, ergastolo confermato in appello
La Corte d’Assise d’appello di Bologna conferma l’ergastolo per Giampaolo Amato, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Isabella Linsalata e della suocera Giulia Tateo. Nelle 331 pagine di motivazioni, i giudici parlano di un duplice delitto “detto esclusivamente da motivazioni egoistiche”, sottolineando la totale assenza di elementi umani o etici nella condotta dell’imputato. Secondo la Corte, si è trattato di un “omicidio reiterato”, portato avanti con lucidità e freddezza, attraverso modalità “di grande scaltrezza”.
I giudici, presieduti da Pasquale Stigliano con estensore Enrico Saracini, definiscono “granitico” il quadro indiziario a carico di Amato. Una ricostruzione che conferma integralmente l’impianto accusatorio già emerso in primo grado e sostenuto dalla Procura generale. La sentenza evidenzia come non vi sia stata alcuna revisione critica da parte dell’imputato, che continua a dichiararsi innocente. Un atteggiamento ritenuto comprensibile in linea generale, ma che nel caso specifico si accompagna a una strategia difensiva giudicata fuorviante.
Tratto da Bolognatoday
