G5 Flats Service Fortitudo Bologna - Unicusano Avellino, il dopopartita

Un branco di scappati vessati da un allenatore maleducato in uno spogliatoio spaccato pochi giorni fa, una squadra che maltratta - sul campo - Avellino senza nemmeno far iniziare una partita da dentro/fuori ieri. Si dovrebbe, tutti, imparare che nei playoff le cose cambiano da un giorno all'altro, e che le conclusioni andrebbero prese a bocce ferme, e non prima. Così ecco che il campo racconta una bella favola da far avere torto agli assenti, e la Fortitudo che porta a casa la semifinale, ricordando come si sia poi giocata una regular per avere certi vantaggi in certe partite, e tutto viene archiviato, fino alla prossima volta.
Partita che non c'è stata, appunto. 16-3 dopo 5', con Moore a spiegare che, forse, dovrebbe giocare anche avesse una gamba di legno, e tutto il resto che è stato un semplice festeggiamento trascinatosi, senza mai nemmeno il rischio di un rischio, fino al 40'. Dove ha segnato pure Braccio dalla lunetta, con una orrenda tabellata che dovrebbe costringerlo a doppia razione di paste. Possibilmente dietetiche, dato che mercoledì si gioca di nuovo. Tutto il resto rimane fuori: alla fine Caja ha ricordato (his way) che a ‘sti livelli non si può pretendere di fare sempre 3-0, e che ci sono anche degli avversari. Ma, come cantava quello che proprio oggi lasciò il suo transito terrestre, l’uomo non è pietra di tungsteno e cambia spesso proprietà. O, sempre lui, che è difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore. Ieri il rumore lo ha fatto il parquet, ed è stato un gran bel rumore. Ora, testa scaligera, e che bangaranga sia. Intanto, download al 33%.
Innamoratissimo - Sia Moore che Mooretti. In particolare il secondo, perchè si è erto a protagonista non atteso andando, in quintetto, a dare una mano ad un Sorokas che cerca di riprendersi. Ma tutti, ieri, sembravano indemoniati, soprattutto in difesa. L'attacco, poi, si è aperto quasi per inerzia.
In preda ad uno spasimo - Polemiche sopite, si spera, anche per quel che riguarda i malesseri dopo gara 4. Ragazzi, sono i playoff: nel limite del possibile, il catechismo si fa in parrocchia, magari da Don Egidio. Niente messa, niente castagnata.
