Virtus, il punto dopo la vittoria con Milano

A gennaio la Virtus aveva battuto Milano giocando senza pivot, ieri l’ha fatto senza playmaker. Ce n’è abbastanza per parlare di capolavoro, o quantomeno di impresa. Senza nessun costruttore di gioco, Ivanovic ha fatto l’unica cosa possibile: ha alzato il ritmo in maniera forsennata, chiedendo alla squadra di correre sempre e di cercare tiri veloci. E al netto di qualche palla persa di troppo, la strategia ha pagato. Ha funzionato sia perchè parecchi giocatori bianconeri si sono trovati molto bene a questo ritmo “da campetto”, Alston ed Edwards su tutti, ma anche perché Milano non ha fatto nulla per rallentare il ritmo e sfruttare i vantaggi che aveva, se non parzialmente nel terzo quarto, quando con la difesa pressing a tutto campo l’Olimpia è riuscita a rimontare fino a -1. Un po’ poco, onestamente. Vero è che l’Armani aveva due giorni di riposo in meno, come ha fatto notare Poeta, ma era anche coperta in ogni ruolo, a differenza della Olidata, che ha sfruttato al meglio quello che aveva, ovvero la freschezza e l’atletismo dei suoi, anche sotto canestro, dove ha realizzato un notevole 30/40 (75%) da due.
Con questa vittoria - differenza canestri o no - la Virtus ora ha tre vittorie di vantaggio su Milano. Con sette partite ancora da giocare, significa che i bianconeri hanno messo una seria ipoteca sull’arrivare davanti agli eterni rivali, con tutto quello che ciò implica. Oltre a quello, la squadra ancora una volta si è mostrata davvero connessa, con enorme voglia di vincere, emergenza o no. Non ci sono problemi, solo soluzioni, ha detto Ivanovic. Gli emblemi di questo periodo sono forse Aliou Diarra (in crescita verticale, con enorme impatto contro Nebo) e Francesco Ferrari, che sta giocando con una personalità da veterano, a un livello ogni giorno più alto. Se sono rose, fioriranno. Intanto si può dire che la semina è andata davvero molto bene, in attesa di recuperare qualcuno degli infortunati.
