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Reykjavik ha detto la sua e adesso tocca a Bologna. L'Italia ha travolto l'Islanda 102 a 83, si è presa aritmeticamente il pass per la seconda fase delle qualificazioni al Mondiale 2027 e ora prepara l'ultimo atto del girone contro la Lituania, domenica alla Virtus Arena.

Una vittoria che vale più di due punti in classifica

Cinque uomini in doppia cifra, un +23 toccato nel terzo quarto, una difesa che ha costretto gli islandesi a perdere palloni in continuazione. Non è il classico blitz di una nazionale che gioca contro il tempo a inizio estate. Tommaso Baldasso ha chiuso a 16 punti, Stefano Tonut e Amedeo Tessitori a 15, Nico Mannion a 14. Chi segue le quote su Paripesa Italia avrà notato che gli azzurri partivano tutt'altro che favoriti alla vigilia, considerando il ko dell'andata a Tortona contro la stessa Islanda. Il campo ha risposto in modo diverso. Marco Ramondino, promosso da vice a capoallenatore ad interim per l'assenza di Luca Banchi, ha schierato un quintetto sperimentale e lo ha visto funzionare oltre le attese.

Vale la pena fermarsi un attimo su questo dettaglio. Banchi non c'era, non ci sarà nemmeno domenica a Bologna, motivi familiari gravi tengono il commissario tecnico lontano dalla panchina proprio nella finestra più delicata dell'estate. Ramondino ha gestito la situazione senza sbavature. Difficile chiedere di più a un sostituto arrivato per necessità.

Bologna chiude un girone già deciso, ma non del tutto

Il pass per la seconda fase era già arrivato prima ancora della palla a due in Islanda, grazie alla vittoria della Lituania sulla Gran Bretagna nello stesso pomeriggio. Suona strano dirlo ma la sfida di domenica non decide più nulla in termini di qualificazione. Decide però qualcos'altro, e non è poco.

I risultati della prima fase si portano dietro nella fase successiva, quella in cui il girone D si fonderà con il girone C. E qui le cose si complicano parecchio.

  • Turchia, capolista del girone C con un percorso finora perfetto
  • Serbia, seconda forza del raggruppamento e avversaria di storico spessore
  • Bosnia Erzegovina, in lotta serrata per non restare fuori
  • Lituania, la stessa che l'Italia affronterà domenica a Bologna

Da un gruppo di sei nazionali ne passeranno solo tre a Doha. Chiamarlo girone abbordabile sarebbe una bugia detta col sorriso.

Per questo il match contro i baltici pesa comunque. Vincere significherebbe presentarsi alla seconda fase con un bottino di cinque vittorie su sei, un tesoretto di punti e differenza canestri che può fare la differenza quando gli scontri diretti si incroceranno con Turchia e Serbia. Perdere non escluderebbe nessuno, questo va detto chiaramente, ma renderebbe la strada verso il Mondiale un filo più ripida.

Chi manca e chi può emergere

La lista dei convocati per questa finestra racconta un'Italia in transizione. Assenze pesanti come quelle di Alessandro Pajola e Amedeo Della Valle hanno aperto spazio a chi solitamente gioca un ruolo di comprimario in nazionale.

  1. Matteo Spagnolo, già protagonista con assist e canestri pesanti nel primo tempo di Reykjavik
  2. Gabriele Procida, autore di giocate spettacolari che hanno spezzato il ritmo islandese
  3. Francesco Ferrari, cresciuto alla Virtus Bologna e ora chiamato a confermarsi anche in azzurro
  4. Giovanni Emejuru, utilizzato nei momenti di maggiore fisicità sotto canestro

Ramondino ha trovato risposte da giocatori che fino a poco tempo fa erano considerati alternative, non titolari. Sarà sufficiente contro un girone che include Serbia e Turchia? Presto per dirlo. Intanto però la squadra arriva a Bologna con il morale alto e uno zoccolo duro di talento giovane che due anni fa nessuno avrebbe scommesso così in alto.

La strada per Doha resta lunga, tre finestre ancora da giocare tra agosto 2026 e febbraio 2027. Bologna, domenica, è solo la prima fermata di un viaggio che si preannuncia tutt'altro che comodo.

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