Virtus, il punto dopo la sconfitta di Istanbul

A Istanbul la Virtus ha giocato il suo secondo "no game" consecutvo in Eurolega, per usare le parole di Dusko Ivanovic, incassando il secondo trentello in una settimana. Ma se al Pireo c'erano tante assenze e l'avversario era di primissimo piano, ieri la situazione era diversa. La squadra era quasi al completo - Pajola a parte - e l'avversario (pur in ripresa) era una delle grandi delusioni della stagione. Invece dopo un primo tempo giocato a intensità piuttosto bassa da parte di entrambe le squadre, appena l'Efes ha stretto le viti dietro per i bianconeri si è fatta notte fonda, ed è arrivata un'altra partita con un passivo pesantissimo.
Che l'Eurolega delle Vu Nere sia sostanzialmente finita è chiaro ormai da qualche settimana: i play-in sono irraggiungibili, e gli obiettivi rimasti sono campionato italiano e Coppa Italia. Restano però ben dieci partite da giocare, e andranno affrontate nel migliore dei modi. Di sicuro Ivanovic potrà usare l'Eurolega per provare soluzioni nuove, e magari dare spazio a Ferrari, che ieri nell'ultimo quarto non ha demeritato. Ma soprattutto, le facce dovranno essere ben diverse da quelle viste nelle ultime due uscite, altrimenti arrivare alla fine sarà lunga. Lo standard, insomma, dovrà essere più vicino alla partita di Brescia che a quella di ieri.
Adesso però è tempo di accantonare per qualche settimana l'Eurolega. Prima c'è Udine, poi la Coppa Italia. Ed entrambe contano molto di più della partita di ieri, è inutile girarci intorno.
