Lo sprint per la promozione in serie A: motivazioni, curiosità e altre cose

Alla fine, i calcoli sono più semplici di quanto non sembrino, e non serve una laurea in avulsologia per capire quello che potrà succedere nello sprint promozione di domenica. A Scafati basta la propria vittoria. A Pesaro la propria vittoria e la sconfitta di Scafati. Alla Fortitudo la propria vittoria e la sconfitta di Scafati e Pesaro. Semplice, no? E allora, come raccontato, ci sarà da capire anche quali saranno le motivazioni delle tre avversarie delle Pretendenti e vedere quale sarà lo spirito di ogni singolo ultimo ostacolo. D'altronde siamo all'ultima di regular, e sappiamo come a 'sto punto tutto fa brodo.
Scafati, intanto. In serie positiva da 8 turni, rafforzatasi con Stefano Gentile e già 10 vittorie in trasferta. Dall'altra parte ci sarà Rimini, l'unica delle tre avversarie che potrà migliorare o peggiorare la propria posizione (è attualmente ottava) a seconda degli ultimi 40'. In leggera flessione negli ultimi mesi (7-8), fresca dell'arrivo dell'esterno Porter e con una curiosa situazione: battere Scafati favorirebbe due avversarie di forte campanile, ovvero Bologna e (soprattutto) Pesaro: insomma, se il mors tua vita mea ha un senso, la dissonanza cognitiva c'è.
Pesaro, poi. La più danneggiata dal flop di Bergamo, senza il quale forse ora sarebbero già tutti a festeggiare in piazza da mo'. Non partita con le ambizioni delle altre ma poi esplosiva nel suo mix di giovani ed esperti, ha il record di vittorie esterne (11). Maledice il siluro dell'ex Imbrò, e soffre la situazione fisica di Miniotas e Maretto: in arrivo in extremis c'è in lungo Aromando, in uscita dalla già satolla Mestre. Di là ci sarà Livorno, inamovibile dal suo decimo posto. Squadra alterna, 3-7 nelle ultime 10 (compresa la vittoria con la Effe) e poco coinvolta dalle beghe territoriali delle altre.
Poi, la Fortitudo. Con diatribe interne poco celabili, ma che ha saputo far quadrato attorno a Caja (che potrebbe essere alle ultime panche su queste latitudini) e a sopperire con pronti interventi all'infinita serie di crac ossei eccetera. Unica delle tre ad avere record negativo in trasferta (7-11) ma con trend cambiato di recente, con i sacchi di Brindisi e della stessa Pesaro. 10-2 nelle ultime. L'avversaria è Forlì, che è certa di essere a fine stagione: no playin, no playout, con l'unico obiettivo di non far festeggiare sul proprio campo per la quarta volta i nemici di sempre. Stagione deludente riparata nel finale (4-4 nelle ultime), ha coach Martino forse ai saluti dopo 4 anni e non è mai sembrata una squadra ben amalgamata e incline al sacrificio. Poi c'è l'ex Aradori, lasciatosi non bene con la dirigenza Effe e, come svelato da Sport Club, amareggiato dal fatto che al Paladozza sia stato premiato Panni e non anche lui.
