Picchi: alla Fortitudo mi legano ricordi meravigliosi. Roster costruito con raziocinio e logica
Marco Picchi, presidente di Tortona e tifoso Fortitudo, è stato intervistato da Damiano Montanari su Stadio.
Un estratto delle sue parole.
Affrontare la Fortitudo, seppure in un'amichevole a porte chiuse, che effetto le fa?
«Per me è sempre speciale. Alla Fortitudo mi legano ricordi meravigliosi, migliaia di chilometri percorsi per seguirla, 218 all'andata e 218 al ritorno, la distanza tra Tortona e Bologna, per ogni partita al PalaDozza. Nella finale con la Stefanel del 1996 ero sui gradoni a Milano: restai folgorato dalla Fossa dei Leoni che, dopo la sconfitta in gara 4, restò per un'ora abbondante a cantare e a sostenere la squadra. Cominciai a seguire la squadra, il mio idolo al tempo era Basile».
Come valuta il roster della Fortitudo?
«Mi sembra sia stato costruito con grande raziocinio e logica, seguendo le indicazioni, lo spirito e le idee di un fuoriclasse per la categoria come coach Demis Cavina: la Fortitudo fa bene a fidarsi di lui. La squadra può competere in un campionato che negli ultimi tre o quattro anni ha alzato ulteriormente il livello di difficoltà. Oggi vedo sei o sette squadre che possono ambire alla promozione».
In un ipotetico ranking, dove colloca la Flats Service?
«Subito dopo il terzetto composto da Sassari, Livorno e Rimini, ma credo che non avere i favori del pronostico possa essere un vantaggio per la squadra biancoblù».
Valuta positivamente o negativamente la presenza delle due squadre di Roma?
«Siamo l'unico Paese in cui l'eventuale approdo della NBA Europe ha creato questi sconquassi a livello geografico. Dal nostro punto di vista, le romane sono due avversarie in più molto competitive. A Tortona, la nostra filosofia è completamente diversa, legata al territorio, grazie a un grande proprietario come Beniamino Gavio».
E la Virtus? Vede ancora il dualismo con Milano? E quanto manca il derby con la Fortitudo?
«La Virtus è una squadra più giovane ma sempre da Eurolega e la prima antagonista di Milano, anche se negli ultimi due anni le finali sono state Bologna - Brescia e Milano - Venezia. Al di là del derby, alla Serie A manca e mancheranno sempre il PalaDozza e la Fortitudo, che è un pezzo fondamentale della storia della pallacanestro italiana. L'augurio è che possa tornarci il prima possibile».