Diouf, "La chiamata di Luca Banchi mi ha cambiato la carriera"

Il servizio di Sky Sport su Momo Diouf. Un estratto delle sue parole.
"All'inizio il basket per me non esisteva, la cosa importante era integrarmi e capire la cultura, poi c'era il calcio, che è lo sport principale in Senegal. Ho fatto 3 anni di calcio, poi sono cresciuto a dismisura e mia madre mi ha detto di provare con il basket.
Ho una famiglia che è sempre stata vicino a me, a volte sono riusciti a vedermi giocare, e questo è qualcosa di molto importante per la mia carriera.
Le cose più difficili? La lingua, perchè faticavo a parlare con i miei compagni di classe, poi il fatto che in Italia stanno tutti in casa, mentre da noi in inverno non è tanto freddo e si sta sempre fuori. Con il tempo ho capito che nella pallacanetro potevo fare bene e ho iniziato ad impegnarmi. E' uno sport dove le lezioni che prendi sul campo ti sono utili, e lavorando duro con sacrifici si portano a casa risultati.
Cosa mi ha cambiato la carriera? Luca Banchi, che ha creduto in me dopo un infortunio: stavo facendo bene, poi sono successi casini, ho dovuto ricominciare da capo ma è arrivata la chiamata della Virtus. Quello che mi ha insegnato è giocare semplice e fare sempre qualcosa di utile per la squadra.
Una cosa importante è parlare con la gente di cui ti fidi, sapendo che le cose brutte prima o poi finiranno e inizieranno le cose belle, così come essere autocritico e non dare mai la colpa agli altri.
Niang mi aiuta tanto, è senegalese, siamo compagni di Nazionale, abbiamo un buon rapporto e siamo sempre insieme. Ammiro tanto la sua tranquillità, qualsiasi cosa capita è sempre tranquillo.
Il mio idolo nella pallacanestro? Ho il numero di Durant, ma ho cercato di imparare il più possibile da Shengelia, da compagno gli ho fatto un sacco di domande per cercare di imparare
Ho la fiducia dei compagni di squadra e della società, che mi sta dando responsabilità e opportunità, andando avanti così posso crescere. Obiettivo? Una carriera senza rimpianti"
