Era facile prevedere che per la Virtus - dopo la faticaccia fisica e soprattutto emotiva del derby - non sarebbe stato facile tornare in campo dopo tre giorni. Un calo di tensione se l'aspettavano tutti, anche coach Ramagli. Quello che probabilmente nessuno si aspettava è che il calo di tensione fosse così accentuato. Per 35' i bianconeri sono stati davvero sgonfi, come ha detto il coach. Di fronte a una Piacenza in emergenza ha fatto quadrato e si è affidata ad Hasbrouck e Infante (al career high in A2) la Virtus ha risposto con 20 palle perse e una difesa spesso svagata, per usare un eufemismo. Finita più volte sotto di una decina di punti, la Segafredo non sembrava mai poter compiere la rimonta, e pareva destinata a perdere. E invece... prima si è svegliato Kenny Lawson, che dopo un pessimo primo tempo e aver rischiato il pino punitivo si è scosso e ha messo a segno 26 punti tra secondo tempo e supplementare. Poi la fiammata di Umeh - che dopo una partita sofferta ha messo i 5 punti finali, tra cui la tripla del pareggio - e ha aperto le danze in un overtime da 19 punti segnati: 6/6 da tre tra ultimi secondi dei regolamentari e supplementare, e Piacenza è finita letteralmente seppellita. Benissimo anche Marco Spissu (22), al secondo ventello consecutivo, e finalmente efficace in attacco Gabriele Spizzichini (18) che sembra aver perfettamente recuperato dai problemi al polso che l'hanno a lungo condizionato.

Ieri la Virtus, per atteggiamento e per aver inseguito praticamente 40', avrebbe meritato di perdere, e questo Ramagli l'ha ammesso candidamente. Ma non è andata così. E di ieri - oltre ai due punti che valgono il primo posto solitario (almeno fino a stasera, dato che Treviso recupera contro Verona e può impattare) - bisogna salvare la voglia di vincere delle grandi squadre, quelle che sono brave a portare a casa la partita anche nelle serate no. E ancora una volta il killer instinct di Michael Umeh, che dopo aver deciso il derby ha messo i punti decisivi anche ieri. Decima vittoria consecutiva, e non può essere un caso. Questa squadra, oltre ai valori tecnici che sono alti per la categoria, sembra avere qualcosa dentro, e questa è la più bella notizia per Alessandro Ramagli in vista del periodo in cui si giocherà ogni due giorni, e le energie fisiche e mentali verranno spremute fino all'ultima goccia.

A proposito di energie, infine, la Virtus sta pagando anche le rotazioni ridotte. Ndoja continua a non esserci, e oggi si conoscerà il suo destino clinico. E i giovani - dopo la faticosa esperienza agli Europei under 18 - stanno giocando di meno: ieri 16' per Oxilia, 10' per Penna e spiccioli per Pajola e Petrovic. Nel derby erano stati 17' in tutto. Questo significa minutaggi superiori per i titolari, con tutto quel che ne consegue in termini di stanchezza. Dopo due supplementari in tre giorni ci vorrebbe un po' di tempo per tirare il fiato, e recuperare energie. Da adesso, tornando a giocare una volta a settimana, di sicuro la situazione un po' migliorerà. Se poi dal mercato arriverà anche qualcuno in grado di allungare la rotazione, allora le cose potrebbero migliorare ulteriormente.

IL VIDEO DEL FINALE DI PIACENZA - VIRTUS
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