L'ex giocatore e presidente bianconero Renato Villalta, sentito da Fernando Pellerano sul Corriere di Bologna, ha dato il suo parere sulla rissa di domenica e la squalifica di Alessandro Gentile, andando controcorrente rispetto ai tanti pareri che si leggono in questi giorni, e condannando in particolare le dichiarazioni di Nando Gentile.
Ecco un estratto delle sue parole.

Intanto sono assolutamente contrario alla giustizia fai-da-te. Non mi piace affatto, non è il mio modo di pensare e neppure dello sport e degli sportivi. Questo aspetto mi ha colpito negativamente. Non posso sentire il papà, di cui pure sono stato compagno di gioco e sono amico, dire che se non si fosse mosso il fratello sarebbe sceso lui.
Una situazione impulsiva? Un incidente, ma da professionista devi essere educativo. Non possiamo incitare a farci giustizia da soli. Non mi interessa fare la moviola, guardare chi ha fatto cosa...
Il ricorso della Virtus è fuori luogo? L'avranno fatto tenendo conto del regolamento in vigore, ai miei tempi forse l'avvocato Porelli non l'avrebbe fatto: hai preso tre giornate, stai fermo tre giornate. Non solo, avrebbe stigmatizzato diversamente la rissa, con lo stile Virtus. Ora i social condizionano molto, ma la dirigenza deve essere superiore anche a quelli. L'episodio è da condannare.
Premesso che il giocatore è davvero forte, non vorrei ci fosse troppa indulgenza nei confronti della Gentile's family. Ai miei tempi la linea era quella di vincere, ma anche di essere corretti, rispettare gli avversari, chiedere scusa quando era il caso, dare un esempio ai giovani e al pubblico. Giusto o sbagliato ci si immedesimava in questo.

SQUALIFICA DI GENTILE, OGGI L'ESAME DEL RICORSO
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91