Virtus, il punto dopo il Bayern. Settima sconfitta consecutiva

Il tunnel in cui è finita la Virtus è sempre più lungo, profondo e buio. Questa squadra non sa più vincere ed è arrivata alla settima sconfitta in fila, la quarta per Nenad Jakovljevic. Certamente ci sono motivi tecnici - l’assenza dei due playmaker pesa tantissimo - ma il baratro sembra soprattutto di tipo mentale. Se il cambio di coach è arrivato perché parte della squadra (Edwards in primis) non andava d’accordo con Dusko Ivanovic, l’auspicata reazione di parte della squadra (Edwards in primis) non c’è stata, anzi l’esterno di Houston è ormai stabilmente tra i peggiori in campo. E la squadra - pur avendo reagito dopo il -14 iniziale - è sfiduciata e manca di lucidità, come si è visto nei due attacchi decisivi. Il primo, gestito come fosse una patata bollente, si è concluso con un piazzato di Diouf da sei metri che non ha preso il ferro, il secondo con un gioco per Morgan chiamato dal coach durante il timeout non riuscito, e quindi Edwards che ha preso un tiraccio dopo 23 secondi di palleggi. E in difesa non va meglio, anzi. Nelle ultime tre partite Reuvers, Tessitori e McCormack hanno banchettato sotto il canestro bianconero.
Perdere sempre non fa certo bene al morale del gruppo, e nemmeno al pubblico, nella striscia di partite interne più lunga della stagione. Servirebbe uno scossone, o perlomeno una vittoria venerdì contro Baskonia, per scacciare quest’aria di crisi. Ma soprattutto servirebbero un rinforzo dal mercato e il tempo per chiudersi in palestra e allenarsi. Per ora, non c’è nulla di tutto ciò. A breve, si spera ci siano entrambi. Intanto, il coach serbo non ha perso la fiducia: troveremo le soluzioni, e ho detto ai miei giocatori che la tempesta passerà. E quando la tempesta passerà, saremo orgogliosi di come non ci siamo persi d’animo in questo periodo. I tifosi bianconeri non possono fare altro che sperare che abbia ragione.
