Oggetto di discussioni su quello che poteva essere definito il mandante, ovvero il fatto che il suo nome fosse stato suggerito da Christian Pavani, Giorgio Bresciani non fa più parte della cordata che rileverà la Fortitudo dalla precedente proprietà. Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi, alla vigilia dell'incontro con il notaio che andrà a chiudere la questione burocratica: nelle ultime riunioni Giorgio Bresciani, che non avrebbe dovuto avere un ruolo nella società ma solo quella di socio e di procacciatore di sponsor, ha avuto delle divergenze di vedute proprio su questa non operatività, alzando un po' la propria asticella, trovando il totale diniego da parte degli altri soci e, quindi, salutando l'operazione.

Ulteriore prova di discontinuità con il passato - era proprio Bresciani il motivo di certi dubbi da parte di chi temeva che dietro il suo nome ci fosse appunto quello di Pavani - le quote dell'ex calciatore sono già state ridistribuite, e l'addio potrebbe far tornare sui propri passi Matteo Gentilini. Uscito dalle questioni Fortitudo discutendo (anche) sulla figura di Bresciani, la cordata Tedeschi non chiude ad un possibile rientro dello sponsor, anche se per ora di nuovi contatti non ce ne sono stati. Così come anche per la Academy, dove si cercherà di andare avanti senza lasciare per strada sospetti di "continuità", come chiesto dai tifosi.

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FORTITUDO, OBIETTIVO BOLPIN