Alla vigilia del playoff Tornike Shengelia è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Un estrtatto delle sue parole.

Si parla troppo della nostra finale con Milano e troppo poco della nostra gara di questa sera con Brindisi. In questo momento tutta la nostra attenzione è rivolta a questo impegno e una volta che avremmo giocato questa partita ci concentreremo sul secondo incontro della serie. La strada per le finali è fatta di tante tappe e l'unico modo per provare a superarle è quello di concentrarci su ognuna di queste senza pensare a quello che sarà. Parleremo di una nostra eventuale rivincita rispetto all'anno scorso quando sarà il momento e se arriveremo in finale, adesso dobbiamo pensare solo a Brindisi.

Quanto vi hanno condizionato gli infortuni in regular season? Sicuramente hanno giocato una parte importante nelle nostre sconfitte e non lo dico per cercare delle scuse, ma perché il dato è reale. Detto questo dobbiamo anche essere consapevoli del fatto che nello sport possono succedere dei momenti in cui in una squadra ci sono tanti giocatori che sono indisponibili per un infortunio e questo non succede solo alla Virtus. Anche i nostri avversari possono aver avuto o possono avere degli infortuni e questo non dobbiamo dimenticarcelo. Affrontiamo questi playoff da secondi e questo deve essere il nostro punto di partenza, tutto il resto è alle spalle.

Si sente un leader della Segafredo? Per come intendo io questa parola, in realtà lo possiamo essere tutti. Leader non significa parlare pubblicamente di quello che bisogna fare o degli atteggiamenti che bisognerebbe avere, ma significa dare l'esempio facendo il proprio dovere e cercando di essere sempre utile alla squadra. Poi, a seconda di come sono assortiti i gruppi, ci possono essere giocatori più o meno carismatici, ma questo è un aspetto che ti riconoscono i compagni e le persone da fuori guardano a come si sviluppa il gioco sul campo.

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