Bologna, 23 agosto –

 

Le dichiarazioni del Direttore Generale Paolo Ronci, nel corso della presentazione della stagione 23/24.

 

“Vorrei fare una premessa. Io e Luca lavoriamo insieme da tanti anni, andiamo verso l’undicesimo anno. Nel 2019 ho avuto la fortuna di essere stato chiamato qui dal dottor Zanetti e da Luca, per cui partiamo da una conoscenza reciproca da tanti anni e da una condivisione di valori e dei metodi di lavoro che ci hanno permesso di avere in questi 4/5 anni delle Virtus diverse, con staff tecnici diversi, ma che ognuna ha portato a casa qualche trofeo. Ritengo che sia una base di lavoro importante e una garanzia di solidità verso tutto il mondo Virtus e gli addetti ai lavori, che riconoscono la presenza e il posizionamento di Virtus a livelli importanti. Il roster per la prossima stagione è composto da giocatori che hanno fortissimamente voluto vestire la maglia della Virtus. Faccio un esempio per tutti su Dobric: abbiamo iniziato a parlare con lui dopo le partite che abbiamo giocato con la Stella Rossa esprimendo un grande interesse per quello che era il percorso che aveva fatto la Virtus. È un giocatore che dopo tantissimi anni spesi nella squadra della Stella Rossa di Belgrado, nella sua nazione, per la prima esperienza all’estero ha voluto la Virtus. Da lì possiamo dire che ci sono giocatori di esperienza di Eurolega. È un roster che magari ha perso qualche nome importante, però è un roster che ha esperienza in Eurolega. Voglio leggere qualche numero, così ce ne rendiamo conto con dati oggettivi. Cordinier ha giocato 19 partite in Eurolega, Belinelli 97, Pajola 29, Smith 64, Dobric 153 presenze in Eurolega, Lundberg 68, Shengelia 222, Hackett 275, Mickey 136, Polonara 125, Abass 42 presenze in Eurolega. Se escludiamo Bruno Mascolo e Devontae Cacok, che è appena arrivato in Europa da qualche mese, abbiamo un roster che ha giocatori di provata esperienza. Riteniamo che sia un roster equilibrato nei ruoli, con una fisicità che ci permette di essere competitivi con quelli che sono i parametri del gioco di Eurolega, ne abbiamo fatto esperienza l’anno scorso. Soprattutto abbiamo voluto pensare ad ogni giocatore con un ruolo definito, che si senta importante all’interno della squadra. Qualche volta gli scontenti hanno creato qualche problema, invece riteniamo che questo roster sia un roster con molta chiarezza nei ruoli. Vorrei dire una cosa di cui si parla tanto. I giocatori che arrivano alla Virtus sono stati tutti giocatori che sono stati voluti dagli allenatori di turno, poi è chiaro che gli allenatori ci indicano delle preferenze. Quasi sempre siamo stati in grado di accontentare con il numero uno della lista, e quando non siamo riusciti abbiamo fatto arrivare a Bologna il numero due. Non esistono giocatori che sono stati inventati da Luca Baraldi o Paolo Ronci, senza che il capo allenatore del momento non ne fosse a conoscenza”.

“E’ una squadra che ha qualche giocatore più giovane e più fresco. Abbiamo visto l’anno scorso in Eurolega che è un aspetto fondamentale. Un altro dato che abbiamo analizzato con profondità è quello dell’approccio alle partite. Abbiamo fatto delle ottime prestazioni con delle squadre importanti, ricordiamo la vittoria di Barcellona, abbiamo vinto a Madrid, in casa contro il Fenerbahce, il Maccabi, abbiamo fatto due partite in casa di altissimo livello con Efes e Olympiacos. Qualche volta siamo invece caduti contro le squadre di medio-bassa classifica e ci è capitato anche nel campionato italiano dove abbiamo lasciato per strada il primo posto nella stagione regolare che quest’anno si è rivelato molto importante.

Una diversa fisicità e freschezza del roster può essere un elemento che ci porta ad approcciare le partite di “seconda fascia”, chiamiamole così, in maniera diversa. Ricordiamo tutti Napoli, Scafati, Trieste, Treviso ci sono costate il primo posto, oppure la finale di Coppa Italia contro Brescia, la partita in casa contro lo Zalgiris che poteva essere uno spartiacque dell’Eurolega. Se riusciremo ad affrontarle con una mentalità diversa dal punto di vista di giocatori che possono essere impiegati, abbiamo ritenuto potesse essere una chiave importante per fare tesoro dell’esperienza della passata stagione. Dobric, Cordinier e Smith sono giocatori di grande impatto fisico. Lo staff tecnico ha voluto Cacok perché è un giocatore che viene descritto e lo abbiamo visto con caratteristiche di grande esplosività, abbiamo sentito e letto sulla sua altezza, ma ci sono tanti esempi di ottimi giocatori che hanno dominato dal punto di vista fisico a rimbalzo pur con ¾ cm di meno, e potremmo fare altrettanti nomi di giocatori che a 212, 213 non sono riusciti ad avere un impatto fisico importante. Su Cacok voglio dire anche che è un giocatore che può cambiare, ed è una delle caratteristiche che cercava Sergio Scariolo: un lungo che potesse cambiare anche con il numero 4. Non dimentichiamo che abbiamo in roster anche Jordan Mickey, che quando è stato fatto giocare da numero 5 ha sicuramente fatto delle ottime prestazioni. La Virtus è dotata di scouting, anche su questo vogliamo fare chiarezza. Abbiamo due scout che lavorano per la Virtus a tempo pieno, due persone che sono state totalmente condivise con Sergio Scariolo. Devontae Cacok è frutto di questo lavoro di scouting. Abbiamo ricevuto delle ottime referenze da parte di Marc Gasol, che è stato suo compagno di squadra ai Lakers. Abbiamo qui dei report approfonditi: quando facciamo delle scelte sono scelte che vengono dallo staff tecnico e che poi devono essere condivise da noi, per quanto riguarda la combinazione tra la parte tecnica e l’aspetto manageriale.”

“Sui nazionali vorrei aggiungere che Dobric attualmente è in quintetto nella Serbia, per cui siamo molto soddisfatti di quello che stanno facendo i nostri nazionali al momento. Su Shengelia aggiungo una cosa importante. Eurolega ha ribadito con un documento scritto una cosa importante: quando un giocatore è sotto contratto con un club, chi è eventualmente è interessato ad acquisire i diritti delle prestazioni sportive di quel giocatore deve contattare il club. Noi abbiamo voluto ribadire una cosa che è certa, una regola che vale per tutti e che negli altri sport maggiori non c’è nemmeno bisogno di ribadire, basta leggere la Gazzetta dello Sport per vedere quanto si arrabbia un club se qualche procuratore o qualche persona si intromette su un giocatore senza che ci sia il giusto e corretto rapporto tra i due club. Noi abbiamo voluto ribadire una posizione con forza, a tutela di quello che è il nostro lavoro e di quella che è l’immagine della Virtus e il suo valore. Per quanto riguarda Lundberg, è arrivato qua dal CSKA e da una breve esperienza NBA. È un giocatore di valore, abbiamo visto nei primi mesi il suo valore, lo abbiamo visto nella partita vinta a Barcellona nella quale probabilmente è stato il migliore in campo. Ha subito un infortunio abbastanza delicato al dito, che l’ha condizionato molto e poi ha subito quello che subiscono tutti i giocatori che devono confrontarsi con un grande campione, perché giocare nel ruolo di Milos Teodosic non è una cosa semplice. Lo abbiamo visto con qualche giocatore anche nei roster precedenti, ci vuole una grande personalità e un grande carattere. Durante l’estate ha ricevuto delle offerte. Il contratto che ha Lundberg con noi è niente più e niente di meno del contratto che aveva con il CSKA, due squadre di BCL gli hanno fatto delle proposte che ha ritenuto legittimamente di non accettare, ma erano proposte che dal punto di vista economico una pareggiava il contratto che ha con noi e una lo migliorava, perché pur avendo un valore economico leggermente inferiore aveva una durata tripla. Ha avuto due squadre di Eurolega con cui ha scambiato, lui e il suo procuratore, qualche riflessione, le cose non sono andate come volevano anche perché noi non regaliamo i nostri giocatori e non facciamo cose che riteniamo contrarie allo stile aziendale se un giocatore deve essere in uscita da noi. Abbiamo toccato con mano che i nostri giocatori hanno un valore sul mercato, in un mercato come quello della pallacanestro dove non esistono trading. Noi siamo stati in grado di fare delle operazioni che hanno portato delle entrate. L’anno scorso avremmo potuto cedere Jaiteh, monetizzando moltissimo, cosi come ha detto Luca avremmo potuto cedere Shengelia monetizzando altrettanto ma non l’abbiamo voluto fare perché abbiamo voluto premiare la squadra che aveva vinto l’Eurocup dando la possibilità a questi ragazzi di misurarsi con l’Eurolega. Lundberg ad oggi è un giocatore nostro, le cose sono chiare e ci siamo parlati molto chiaramente. Domani lo rincontreremo, è già arrivato qua. Il meecato del basket è sempre aperto, lui sa benissimo come stanno le cose, c’è molta chiarezza e non c’è nessun attrito. Se si verificheranno nei prossimi giorni o settimane le condizioni perché lui possa andare via allora è un giocatore in uscita, se queste condizioni non si verificheranno è già tutto molto chiaro quello che intendiamo fare. In questo momento riguarda noi e il giocatore, vedremo come si svilupperanno le prossime settimane, poi quando ci sarà qualcosa da dire lo diremo”.

“E’ molto importante perché quattro anni e mezzo fa io e Luca eravamo seduti in ufficio e stavamo guardando quello che abbiamo trovato sul settore giovanile. Come ha detto lui, abbiamo fatto una scelta radicale, che è stata quella di non portare a Bologna dei ragazzi in una età abbastanza delicata senza alcuna certezza che questi ragazzi diventassero poi giocatori. Se andiamo a vedere i nomi di questi ragazzi sicuramente la stragrande maggioranza o quasi tutti non sono diventati giocatori importanti al momento. Abbiamo deciso di privilegiare il territorio di Bologna, un territorio di grande basket e le sue zone limitrofe. Anche qui abbiamo voluto dare un’impronta di managerialità. Anche il settore giovanile deve vivere di costi, di conti e di caratteristiche proprie di un’azienda. Dopo quattro anni possiamo essere soddisfatti, abbiamo dei ragazzi meravigliosi che lavorano con grande passione, Gabriele Pagliara, Mattia Largo. Avere un nostro ragazzo che ha avuto un ruolo molto importante nella nazionale che è tornata a casa dall’Under 16 con un argento europeo significa che con un po’ di pazienza, che è quella che a volte qui manca, si possono ottenere i risultati. Un altro nostro ragazzo, qui parlavamo di Accorsi, che era Baiocchi, non è andato perché era infortunato, altrimenti avremmo avuto due giocatori. Avere due giocatori importanti nell’U16 ci fa ben sperare che nei prossimi passi, nell’U18 eccetera, i nostri ragazzi possano essere presenti ai massimi livelli e vogliamo farli avvicinare alla Serie A. Lo stesso Accorsi ha detto che sarà molto contento di fare gli allenamenti con la prima squadra, e per noi avvicinare i due mondi è molto importante. Abbiamo anticipato di qualche anno quello che Jorge Garbajosa ha detto nel suo ultimo intervento, di grande attenzione sia sul settore femminile che sul 3×3. Noi abbiamo dato Rae d’Alie alla nazionale e ha vinto un mondiale, abbiamo dato Beatrice Barberis e Beatrice del Pero, adesso c’è anche Chiara Consolini. Abbiamo un rapporto con le nazionali di grande presenza, per cui questa è sicuramente una cosa che ci da grande soddisfazione e che ci indica che siamo sulla buona strada”.

“Paolo Ronci sarà contento se percepirà attorno alla squadra un ambiente positivo. È una squadra che vivrà dell’entusiasmo del pubblico, e mi farà felice se la squadra e il pubblico troveranno quell’empatia che è quella che fa diventare le stagioni da normali a vincenti, vedremo poi cosa vuol dire vincenti. Per noi ora competere in Italia per essere dove si giocano i titoli, e in Eurolega vogliamo sicuramente cercare di migliorare la posizione della scorsa stagione. C’è una nuova regola dei play-in che allarga le speranze di tutti. Per cui io sarò molto felice se tutto il popolo virtussino amerà questa squadra, perché sono assolutamente certo che se questa squadra riceverà l’amore e il calore del popolo virtussino, è una squadra che ha il sangue giusto per dare tanto indietro e far divertire la gente”.

(foto Valentino Orsini)

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