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La storia del progetto, il percorso espositivo, la mostra inaugurale: tutti i dettagli sul nuovo spazio nato nel cuore del PalaDozza per custodire e raccontare la storia, la cultura e l’identità della pallacanestro italiana.

Apre a Bologna, sabato 18 aprile 2026, il Museo del Basket Italiano (MUBIT): un progetto, voluto dal Comune di Bologna e dalla Federazione Italiana Pallacanestro e gestito da Fondazione Bologna Welcome, per custodire e raccontare la storia, la cultura e l’identità del basket italiano, attraverso le imprese delle Nazionali, i trionfi delle squadre e i volti che hanno segnato questo sport: giocatori, allenatori, dirigenti, giornalisti e tifosi.

La sede è il PalaDozza, un luogo iconico, teatro di partite leggendarie e punto di riferimento per generazioni di appassionati. Proprio da qui prende vita un progetto culturale che celebra il basket come patrimonio sportivo, umano e sociale dell’Italia.

A tenere a battesimo il Mubit il sindaco di Bologna Matteo Lepore, il presidente FIP Giovanni Petrucci, il presidente di Fondazione Bologna Welcome Daniele Ravaglia e l‘assessora allo sport della Regione Emilia Romagna Roberta Frisoni, insieme al delegato per la FIP al Museo Stefano Tedeschi. Affiancati da tanti Azzurri e Azzurre che hanno fatto la storia della pallacanestro italiana: Dino Meneghin, Renato Villalta, Carlo Recalcati, Ciccio Della Fiori, Luca Banchi, Andrea Capobianco, Matteo Panichi, Ettore Messina, Boscia Tanjevic, Carlton Myers, Giacomo Galanda, Massimo Bulleri, Alessandro Abbio, Mara Fullin, Raffaella Masciadri, Marta Rezoagli, Achille Canna, Laura Macchi, Augusto Binelli, Francesco Ferrari, Alessandro Pajola e Stefano Mancinelli.

I lavori per la realizzazione del Mubit

Il complesso edilizio del PalaDozza, realizzato negli anni ’50 del secolo scorso e riqualificato nella prima metà degli anni 2000, è completato ai quattro angoli da quattro edifici sostanzialmente uguali tra loro, che si sviluppano su due elevazioni, nei quali trovano collocazione alcune attività strettamente legate al palasport e alle discipline sportive in generale, quali spogliatoi, centri medici di riabilitazione e diagnosi-prevenzione in ambito medico sportiva e altre attività ricettive, in particolare in uno di queste quattro porzioni di fabbricato, nell’angolo nord-est, è stato realizzato l’insediamento del nuovo Museo del Basket italiano. Il Comune approvò il progetto esecutivo per la realizzazione del Mubit nel 2020 Pcon un primo stanziamento di circa 1 milione di euro con il quale si è intervenuti sulla struttura costituita da un totale di tre livelli: piano seminterrato, piano rialzato e copertura, che ha permesso di predisporre l’occupazione del Museo negli spazi del piano terra e del piano rialzato. L’intervento e’ stato realizzato su progetto donato da Bologna Welcome s.r.l. nell’ambito del Contratto per l’affidamento del sistema dei servizi inerenti la destinazione turistica Bologna Metropolitana: promozione e promo-commercializzazione servizi logistici e tecnici informazione e accoglienza turistica assegnazione in uso di immobili qualificati attrattori. Il lavori sono stati realizzati dalla Ditta Costruzioni Generali Nicchio SRL di Trentola Ducenta. Successivamente, con ulteriori investimenti per un totale di circa 800mila euro si è provveduto a completare i lavori e, soprattutto ad aggiudicare la fornitura per l’allestimento del MUBIT.

La storia del progetto

Il percorso di creazione del MUBIT prende avvio nel 2019, a partire da un concorso di idee promosso dal Comune di Bologna e da Fondazione Bologna Welcome, con l’obiettivo di dare vita, dentro al PalaDozza, ad un museo dedicato alla pallacanestro italiana. Un luogo che, superati i campanilismi, potesse diventare la casa italiana del basket, di tutto il basket, dalle vecchie glorie alle nuove speranze, dal basket giocato a quello guardato. 
Bologna è conosciuta come la città del Basket, e il PalaDozza, luogo iconico della pallacanestro italiana, che oggi compie 70 anni dalla sua realizzazione, è stato scelto come luogo per ospitare questo progetto. Così è nata l’idea del Mubit: una grande sala delle cerimonie dove passato, presente e futuro della pallacanestro si incontrano, interagiscono, creano occasioni di fruizione nuove che vanno molto al di là del gioco. Un luogo che ha una triplice missione: onorare il passato; celebrare il presente; lanciare il futuro. 

L’obiettivo fin dall’inizio è stato chiaro: non creare un semplice contenitore di cimeli, ma uno spazio capace di raccontare la storia della pallacanestro italiana attraverso un percorso coinvolgente, in grado di stimolare la curiosità e la partecipazione del visitatore. Un luogo in continuo movimento, più dinamico di un museo. Più emozionante di uno spazio eventi. Il concorso ha raccolto 22 proposte progettuali, valutate da una giuria internazionale composta da personalità del mondo sportivo, museale, culturale e giornalistico. Tra queste sono stati selezionati tre progetti vincitori, e il primo classificato è stato scelto come base per la realizzazione del museo.

Lo spazio e l’esperienza

Il MUBIT si sviluppa all’interno di uno spazio di quasi 400 metri quadrati, nel cuore del PalaDozza di Bologna. Non è un percorso statico, ma un ambiente progettato per superare il concetto tradizionale di esposizione, dove l’architettura si mette al servizio del racconto.

Le superfici espositive diventano strumenti narrativi: pareti che si animano attraverso proiezioni dinamiche e contenuti visivi capaci di restituire l’intensità delle grandi azioni della storia del basket. Le immagini scorrono e si intrecciano, creando un dialogo continuo tra passato e presente. Gli ambienti sono pensati per essere vissuti e riconfigurati. Suoni, voci e atmosfere avvolgono il visitatore, riportandolo dentro l’arena, tra le telecronache che hanno accompagnato momenti indimenticabili e le emozioni del campo. L’esperienza si completa attraverso un sistema di interattività che permette di esplorare e approfondire il gioco in prima persona, comprendendo le dinamiche tecniche e rivivendo i momenti che hanno reso il basket italiano una storia condivisa. In questo spazio il racconto non è mai statico, ma prende forma attraverso lo sguardo e la partecipazione di chi lo attraversa.

La mostra inaugurale: “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro”

Il MUBIT inaugura il 18 aprile con la mostra Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro, un racconto che attraversa il tempo e restituisce tutta la profondità della storia della Nazionale italiana di pallacanestro.

Dal 1921, anno di fondazione della Federazione Italiana Pallacanestro, fino ai giorni nostri, il percorso accompagna il visitatore lungo un secolo di sfide, trionfi e trasformazioni, mettendo al centro non solo i risultati, ma le persone, le emozioni e i momenti che hanno definito il basket azzurro.

La mostra si sviluppa come una narrazione continua, in cui epoche diverse dialogano tra loro. Le grandi vittorie si intrecciano alle difficoltà che hanno costruito carattere, i volti iconici convivono con quelli delle nuove generazioni, in un racconto che guarda al passato ma resta aperto al futuro.

Cimeli originali, immagini storiche e materiali d’archivio restituiscono autenticità e valore al percorso, mentre i contenuti multimediali permettono di entrare dentro le partite, di rivivere le azioni e di ascoltare le voci dei protagonisti.

Le gigantografie restituiscono la forza dei volti, le maglie raccontano il peso della rappresentanza, mentre oggetti come palloni, coppe e lavagnette degli allenatori riportano alla dimensione concreta del gioco. La Hall of Fame rende omaggio ai grandi interpreti della pallacanestro azzurra. Le azioni più iconiche prendono vita attraverso proiezioni immersive, mentre la postazione interattiva permette di entrare nel ritmo del gioco e avvicinarsi a ciò che accade dentro il campo. Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro è un racconto corale, costruito attraverso lo sguardo di chi il basket lo ha giocato, vissuto e raccontato.
 

Il percorso espositivo

Il MUBIT si sviluppa come un viaggio in cinque atti, un racconto che attraversa il tempo e accompagna il visitatore dentro l’anima della pallacanestro italiana.

Sala 1 – Passato e Futuro

Il percorso si apre in uno spazio che rappresenta un ponte tra ciò che la pallacanestro italiana è stata e ciò che può ancora diventare. A incarnare questo dialogo è la figura di Carlo Recalcati, uno dei protagonisti più rappresentativi della nostra storia, prima Azzurro e poi Commissario Tecnico. La sua maglia del Campionato del Mondo del 1970 a Lubiana racconta un’epoca di trasformazione, quella degli anni Sessanta e Settanta, in cui la pallacanestro italiana si affermava come sport moderno e nazionale.

Accanto a lui, simbolicamente, si collocano Antonello Riva, miglior realizzatore di sempre della Nazionale, e Cecilia Zandalasini, oggi tra le protagoniste del basket internazionale, capace di affermarsi tra Italia, Europa e WNBA. Oggetti, storie e figure costruiscono così un racconto continuo che attraversa il dopoguerra, dai Giochi Olimpici del 1948 fino alle più recenti affermazioni del basket femminile, mostrando come ogni generazione abbia contribuito a definire l’identità azzurra.

Sala 2 – Vittorie

Il percorso prosegue nella dimensione delle grandi imprese, dove il racconto si fa memoria collettiva. Qui trova spazio la figura di Renato Villalta, uno dei migliori Azzurri di sempre, protagonista di quella generazione che, a partire dall’argento olimpico di Mosca 1980, ha segnato un’epoca nel panorama europeo.

La sala raccoglie le testimonianze delle vittorie europee e olimpiche, ma anche di tutte quelle esperienze che hanno contribuito a costruire il percorso della Nazionale. Canotte, medaglie, palloni e oggetti donati direttamente da Azzurri e Azzurre diventano tracce concrete di una storia che continua a vivere.

Grazie anche alla dimensione multimediale, il passato si rinnova e si fa presente, restituendo al visitatore un racconto dinamico, capace di mostrare come la storia del basket italiano sia ancora oggi un riferimento per le nuove generazioni.

Qui si entra cuore delle grandi imprese, tra le vittorie che hanno segnato la storia della Nazionale. Da Mosca 1980 ad Atene 2004, passando per l’oro europeo di Nantes 1983 e quello di Parigi 1999, fino ad arrivare al 2025, quando le ragazze guidate da Coach Capobianco hanno fatto la storia al Pireo conquistando il bronzo. I palloni di Carlo Caglieris e Carlton Myers diventano simboli concreti di quei momenti, oggetti che custodiscono la memoria di azioni e partite che hanno definito l’identità azzurra.

Sala 3 e 4 – Hall of Fame e tattiche di gioco 

Il viaggio prosegue nello spazio dedicato all’eccellenza, dove trovano casa i protagonisti che hanno scritto la storia della pallacanestro italiana. L’Italia Basket Hall of Fame rappresenta la più alta onorificenza della Federazione Italiana Pallacanestro e raccoglie atleti, allenatori, arbitri, dirigenti, squadre e Nazionali che si sono distinti in Italia e nel mondo. Figure come Ottorino Flaborea, entrato nella Hall of Fame nel 2008 e presente con la sua maglia dell’Europeo 1971, testimoniano il valore di una carriera costruita nel tempo.

Accanto a questo spazio, una parete dedicata agli allenatori delle Nazionali maschili, femminili e 3×3 restituisce il senso di una tradizione fatta di competenze, visione e continuità. Premiare l’eccellenza diventa così non solo memoria, ma stimolo per il futuro.

Sala 5 – Campo 360°

Il percorso si conclude con un’esperienza immersiva che porta il visitatore al centro del gioco. Le Azzurre e gli Azzurri diventano qui il punto di partenza di un racconto che unisce generazioni e percorsi diversi. Le storie di Mariella Santucci e Olbis Futo André, protagoniste del bronzo europeo del 2025, dialogano con quelle di Viviana Corsini, testimoniando come impegno, dedizione e lavoro siano valori senza tempo.

In questo spazio il basket si trasforma in esperienza diretta. Il campo prende vita e il visitatore può avvicinarsi ai fondamentali del gioco, guidato anche dalle indicazioni di Matteo Panichi, preparatore fisico della Nazionale maschile. Il MUBIT va oltre la narrazione e diventa luogo di apprendimento, dove il pubblico può comprendere e sperimentare i gesti del gioco, portando con sé un’esperienza che continua anche fuori dal museo.

Il rooftop

Il rooftop, di nuova realizzazione, rappresenta uno degli elementi distintivi del progetto MUBIT. Uno spazio interamente all’aperto, pensato come luogo di incontro e di esperienza, affacciato sul contesto urbano del PalaDozza e aperto alla città. Accessibile sia dalla scala interna sia da un ascensore dedicato, si configura come un ambiente fluido e versatile, capace di accogliere momenti di relax così come eventi, incontri e iniziative speciali. Non è un semplice spazio accessorio, ma una naturale estensione del percorso museale, dove il racconto del basket continua in una dimensione più libera e contemporanea.

Informazioni per il pubblico
mail di riferimento: [email protected]

Giorni di apertura: Dal giovedì al lunedì

Orari di apertura: Dalle 11:00 alle 18:00

Biglietteria

www.mubit.it
www.vivaticket.it

Biglietto intero: € 5,00

Biglietto ridotto: € 3,00
Under 16, Over 65, Tesserati FIP, Tesserati sportivi, Possessori di Bologna Welcome, Card e Card CulturaIngresso gratuito
Minori di 5 anni, Visitatori con disabilità e accompagnatore, Accompagnatori di scolaresche e società sportive, Guide turistiche e giornalisti accreditati.

 

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