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(Foto Fortitudo Pallacanestro 103)
(Foto Fortitudo Pallacanestro 103)

Mentre Bruno Sacchi gira sui social come ultimo difensore del Presidentissimo, ci fosse ancora tra di noi il Commendator Zampetti, oggi, scuoterebbe la testa con il suo non ci siamo. Non c'è la Fortitudo da trasferta, che a Verona sbatte per la sesta volta di fila, mostrando nuovamente un assetto offensivo del tutto privo di armi anche solo per provarci: in queste sei uscite siamo a 62 punti fatti di media, e così si fa poca strada. Riuscendo poi, ieri, a fare perfino peggio di quanto espresso da 3 punti a Rieti: era stato un 10% e rotti, a Verona si è fatto l'8%, per un complessivo, nelle due uscite, di 5/52. Abbiamo detto tutto, vostro onore.

La squadra è quella che è, tra corretti alibi per la gente scassata e l'evidenza che manchi un capobranco a prendersi in mano i compagni nei momenti difficili. E anche in Veneto, anche quando si era rimasti in zona, l'impressione è sempre stata quella di chi era in affanno e che mai sarebbe riuscita a trovare la formula magica per girare la giornata. Poi è vero che la classifica non è grigia - a meno di non aver avuto il primo posto come obiettivo - il campionato è lungo (ma il calendario non semplice) e tutto si deciderà più avanti, ma qui il clima è un po' plumbeo. Tra divisioni societarie che non fanno presagire nulla di buono e tra giocatori (quelli sani) che non possono diventare fenomeni da un giorno all'altro, l'unico segnale non negativo veronese è stato il finale di Perkovic, anche se andrà capito se il suo sparatutto è stato un modo per dire ai compagni che sta arrivando, o solo il classico aggiusta statistiche ad avversari già in doccia. 

Innamoratissimo - Poco di che essere innamorati, per una giornata in cui si è solo sperato che la sirena arrivasse il prima possibile.

In preda ad uno spasimo - Se Fantinelli e Sarto non sono in giornata, scassinare la difesa avversaria è dura, e tutto diventa conseguenza di ciò. Poi, la giornataccia dei rilevatori statistici locali, che confondono giocatori bolognesi (riuscire a non identificare l'unico realizzatore da 3 della Effe prima del gol finale di Perkovic è tanta roba: è stato De Vico, con tanto di addizionale, non Fantinelli), danno liberi qua e là e, in barba alle nuove regole per cui è tutto assist, per una trentina di minuti lasciano la casella apposita a uno. Sulle cifre c'è gente che ci lavora, serve più attenzione.

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