Cavina, "Spero che l'ambiente si ricompatti e ci dia una spinta in più"
Demis Cavina è stato ospite di Nettuno Bologna Uno. Un estratto del suo intervento, reperibile in versione completa su basketmagazine.net
L’importanza della vittoria contro Rimini. “Al netto della qualità del gioco, che soprattutto contro Rimini è stata negativa nel secondo quarto, temevamo questa fase del campionato, nella quale avremmo incontrato squadre che si conoscono e che hanno comunque una continuità tecnica rispetto alla passata stagione. Essere partiti così, con vittorie anche abbastanza importanti, ci dà molta fiducia. Dobbiamo ancora lavorare tanto, ma la squadra assorbe quello che facciamo durante la settimana, soprattutto nella metà campo difensiva”.
Il quintetto base cambiato contro Rimini e il valore del gruppo. “Non sono un amante del quintetto fisso, almeno non nel senso in cui lo si intendeva in passato. Non esistono quintetti: questo vale a prescindere dal fatto che una squadra sia lunga oppure no. Esiste un gruppo che deve essere unito. Per il tipo di pallacanestro che facciamo, non posso prevedere che i giocatori giochino più di 30 minuti. Dobbiamo essere una squadra lunga, non soltanto perché lo diciamo, ma perché ci fidiamo dei giocatori.
Lo stato di forma della squadra. “Diciamo che Mazzola in questi giorni assomiglia sempre più a me quando mi sveglio la mattina. Scherzi a parte, non sta ancora bene. È un gladiatore, un leone, come tutti in questo gruppo. Lo stesso Fantinelli ha attraversato un periodo non facile durante la prestagione. Spero che domani Valerio si riunisca al gruppo. Ha avuto un bruttissimo virus intestinale, che lo ha debilitato parecchio, al di là della febbre. Non siamo al top. Anche Morris ha dei fastidi e non possiamo dire di essere al massimo della condizione. Si lavora comunque, ed è importante continuare a farlo. Purtroppo non posso dirti che stiamo bene. Speriamo di risolvere in fretta il problema di Sorokas, perché era prevedibile che, dopo la partita, potesse stare peggio nei giorni successivi”.
Il ruolo di Morris, le sue caratteristiche da facilitatore e la fiducia nelle sue qualità. “Se uno pensa che Morris debba diventare improvvisamente Michael Jordan, allora va a vedere Michael Jordan. Morris, però, è un grandissimo giocatore per questa categoria. Probabilmente non è appariscente e, nelle prime partite, il primo a essere scontento delle proprie prestazioni era proprio lui. Anche nelle ultime gare di precampionato e nella prima partita non era soddisfatto. Guardate la partita di domenica: alla fine, in mezzo al campo si è girato e mi ha detto: ‘Coach, io devo lavorare sui tiri liberi. Questa settimana mi devi fare il mazzo per i tiri liberi!’. È il primo a essere consapevole di poter dare di più, ma non può farlo necessariamente attraverso aspetti che non sono nelle sue corde. È stato preso per fare le giocate che ha fatto contro Rimini e per realizzare quei canestri facili che in questo momento non gli stanno riuscendo con continuità. A Caserta ci era riuscito, ma non è un realizzatore: è un facilitatore, e l’ho sempre detto. La mia non era una difesa: stavo semplicemente esprimendo quello che vedo, quello che ho visto nella sua carriera e quello che vedo ogni giorno in palestra”.
L’influenza del pubblico del PalaDozza sulla reazione della squadra e l’energia dell’ambiente Fortitudo. “Non parlo di questioni che non riguardano solamente la squadra. Non l’ho mai fatto, non lo farò e non inizierò oggi, soprattutto perché penso di conoscere molto bene l’ambiente e non posso e non voglio occuparmi di queste situazioni. Posso soltanto esprimere il rammarico per quello che abbiamo vissuto. Ne ho già parlato con chi di dovere e, ripeto, non voglio più trattare l’argomento. Certamente sentiamo tanto l’energia della nostra gente. Ho detto a fine partita che abbiamo cambiato la partita giocando da Fortitudo, perché probabilmente ci stiamo rendendo conto di cosa significhi portare questo simbolo sulla maglia. Giocare in casa è sempre qualcosa di spettacolare, piacevole e stimolante. Mi auguro che l’ambiente si ricompatti e ci dia una spinta in più, soprattutto nei momenti difficili che arriveranno, come quello vissuto domenica, quando ci serve proprio quel supplemento di energia”.