Virtus, il punto dopo Parigi. Esordio difficile per Jakovljevic

Per Nenad Jakovljevic l’esordio sulla panchina Virtus non poteva andare peggio. Davvero una brutta partita per i suoi giocatori, che dopo 25’ comunque difficili contro il gioco “run and gun” degli avversari sono letteralmente crollati, finendo sotto di 27 punti in meno di dieci minuti, dal 58 pari del 24’ al 66-83 del 34’. Il tecnico serbo ha provato qualcosa di diverso, in particolare asciugando la rotazione a nove effettivi (solo spiccioli per Diarra, Ferrari e Akele), ma tecnicamente ci sono stati diversi problemi. Parigi ha messo grande pressione sulla palla e ha tirato tantissimo (e bene) da tre: e subendo 19 triple difficilmente vinci contro chiunque. Ma c’è stato anche (e soprattutto) un problema mentale, come sottolineato dallo stesso coach in conferenza stampa. Pessima difesa, nervosismo, scarsa tenuta mentale nel momento di break avversario. E’ chiaro che anche per i giocatori l’esonero di Ivanovic non è facile da metabolizzare, e per ora l’attesa reazione (di Edwards, ma certamente non solo) non c’è stata. Al momento l’identità di squadra è tutta da ricostruire, come ha detto Jakovljevic: questa partita ha dimostrato a me e ai giocatori che ci sono tante cose da fare, partendo dagli individui, da ogni singolo giocatore. Il mio, anzi il nostro obiettivo, è la squadra. Partiamo da questo presupposto, andiamo avanti correggendo questa roba qua. Sarà facile? No, per niente, ma dobbiamo essere onesti. Non so come ma vi posso assicurare che farò di tutto per trovare la soluzione e far riaccendere la squadra.
La Virtus oggi è quindi una squadra da riaccendere. E per farlo, bisogna partire dagli allenamenti. Di tempo, come sempre, ce n’è poco: venerdì, domenica e martedì si torna in campo, e sempre in casa. E' vero che tra queste l’unica partita che conta davvero è quella con Venezia, ma anche in Eurolega davanti al proprio pubblico sarebbe d’uopo fare prestazioni migliori di quella di ieri. AAA, reazione cercasi.
