Come non fosse passato il tempo, la Fortitudo torna al Paladozza, gioca e vince una gara che tanto ricorda quelle della passata stagione. Ovvero un po’ di studio nel primo tempo, poi dopo l’intervallo tanta attenzione e tanta difesa per mettere il silenziatore ad una Legnano alla prima sconfitta in trasferta ma con troppe carenze in regia per poter tenere botta 40’. Giornata serena, quindi, con la curiosità di vedere in campo Ed Daniel, ma soprattutto il ritorno alla vittoria dopo il tracollo di Trieste. Alla fine è andata anche facile, con un secondo tempo dove è rimasto il divario a rimbalzo ma dove la Fortitudo è riuscita a limare e nemmeno poco l’atroce dato delle perse, che al 20’ diceva già 16. Tutto il resto è venuto di conseguenza.

Il tempo di capirci qualcosa, e la Fortitudo prova a prendere un barlume di vantaggio scoprendo che, a pressare una squadra dove nessuno aiuta il portatore di boccia, recuperare e segnare è semplice. 9-0 quasi subito, ed è un bene perché a difesa schierata Legnano ci prende. Boniciolli, more solito, saggia subito la condizione di quasi tutta la sua panca, Legnano inizia a capire come superare la metà campo, e per fare 20-18 a fine primo quarto serve un cesto di Montano battezzato da quella parte del corpo che rese tanto famosa, anni fa, Nadia Cassini.

Salutato dalla curva Andrea Blasi a 13 anni dalla tragica scomparsa, si va avanti di ritmo e dignitose percentuali, specie per Bologna, annacquate da qualche persa di troppo. Senza Radic la Fortitudo va molto in versione old style, girando responsabilità senza mai puntare ad un uomo in particolare, ma continuando a viaggiare con più perse che canestri ci sta che Legnano provi a mettere le narici avanti (34-29 al 17’). Iannilli si rivitalizza, ma un antisportivo di Flowers porta 4 punti filati di Raivio a cui lo stesso Flowers, con tripla allo scadere, deve rimediare. Ed è 38-36 Legnano al 20’.

Prova a sgommare Carraretto, ma di infilare la via giusta non se ne parla, perché Legnano infila due triple in due azioni riazzerando il tutto. Si domina a rimbalzo, ma manca sempre qualcosa per mettere le cose a posto: ci deve mettere qualcosa di suo la squadra ospite con passaggi loffi e orizzontali che diventano contropiedi, e altro un Raucci decisamente di buoni polmoni. Così, recuperata fiducia nella propria difesa, Bologna strappa i palloni necessari per il primo vero break della partita, odorando un 15-3 che è doppia cifra di vantaggio, 59-47. Raivio fa addormentare la platea ad ogni viaggio in lunetta, qualcuno lo sbaglia, 59-48 al 30’.

Ci può essere ancora partita? Nemmeno poi tanta, perché ormai la Fortitudo gioca come se tutto fosse automatico, strozzando a metà campo e andando poi a lucrare in campo aperto. Segnano un po’ tutti, con punteggio che spazia sul ventello rendendo gli ultimi minuti una tranquilla scampagnata. Non scontata. Finisce 93-71.

LA FORTITUDO PRENDE IN GESTIONE IL PALASAVENA PER 5 ANNI
PESARO - FORTITUDO SUPERCOPPA 2001, PAGELLE E STATISTICHE