Flats Service Fortitudo Bologna - RSR Sebastiani Rieti, il dopopartita

E alla fine si scopre che la squadra tanto male non è, e il terzo posto in classifica è tanta roba, anche se sempre annacquato dalla necessità di calcolare chi ha giocato X partite e chi X+1, per intenderci. Intanto la Fortitudo spazzola anche la questione Rieti con un terzo quarto totalitario (28-9, ecco) dimenticando le titubanze iniziali e la fatica dell'ultima frazione. Dove, è giusto ricordarlo, gli avversari non si sono mai avvicinati più della dozzina, comunque. Squadra compatta, da qualche anno si usa il termine resiliente che magari ai nostri tempi veniva più facilmente declinato con cazzuta, e due stranieri che portano a casa cifre da stranieri anni ‘80 o ’90. Sia lodato chi ha portato qui Perkovic, oltre a Sorokas. Poi è ovvio e iperripetibile: sottodimensionata, centimetri che non ci sono, esterni che devono giocare da lunghi e attacco che non può fare altro che sperare nella buona stella da lontano (ieri 36 tentativi). Però c'è il terzo posto, lasciando anche la porta aperta a qualche sogno mostruosamente proibito.
Ma è sempre la Fortitudo, terra di passioni e di esplosioni, per cui alla fine, ieri, più che del crac di Della Rosa - c'era cauto ottimismo - si è parlato delle dichiarazioni di Caja, un definitivo endorsement nelle questioni riguardanti le correnti societarie. Scatenando, poi, i partiti che fano capo ai rispettivi leader: che la Effe sia così avanti in classifica nonostante le tempeste che sono dietro l'angolo è un merito oltre i meriti, e da chi segue lo sport una sola preghiera. Che la stagione agonistica duri il più possibile, perchè l'estate sarà calda, lunghissima, e con pochi palleggi. Ci sarà tempo di raccontare tutto il resto, e dibattere su quale sarà la nuova proprietà, la nuova dirigenza e il nuovo allenatore, ma per ora si goda di quello che il campo sta dicendo, per pietà.
Innamoratissimo - 25+15 per Sorokas, unico lungo esistente in squadra, ovvero l'estremizzazione del concetto fare reparto da solo. 28 di Perkovic, che comunque non sono il suo italico record (scorso anno si erse a 33). Con guide sicure davanti, si apprezza anche il lavoro di chi si sbatte dietro sapendo che in attacco ha limiti. Ed evidentemente un plauso a Caja: sarà quel che è, ma la squadra lo segue eccome. Ah, non sarà stata la migliore di Fantinelli (che si è trovato davanti un Palumbo che fisicamente non gli doveva nulla), ma alla 250sima in maglia Effe vuoi non applaudirlo?
In preda ad uno spasimo - Qualche ferro di troppo da parte di Imbrò, a cui come si è detto manca la continuità per ripetere prove come Ruvo. Ma ieri è stata, come si suol dire, una partita dove il collettivo si è messo a servizio di 2-3 punte davvero appuntite.
