nba camp
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(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

85 minuti di battaglia, con due sconfitte casalinghe, e nemmeno un mugugno da parte di un pubblico che, al Paladozza, aveva fino a quel momento vissuto una stagione praticamente illibata scoprendo poi che, vista l'eliminazione di Pesaro, sarebbe bastato andare avanti ancora per un po' e ottenere la promozione. Se c'è una prova che la gente ha capito come questo gruppo non sia accusabile di nulla, questa è: squadra con limiti strutturali - ma non che le altre siano corazzate - e che è arrivata alla resa dei conti con tante di quelle jelle da non poter dire proprio niente. Certo, si tira male male male, si esagera con le pietre da fuori, ma almeno dietro ci sono stati sacrifici che sono andati davvero oltre quello che si poteva dimandare. 

I se, i ma. La critica (che può starci, se obiettiva) fa presente che lo 0-2 con Verona potrebbe essere figlia legittima di quel patatrac in gara 3 ad Avellino nel secondo tempo: se si fosse chiuso subito, allora non ci sarebbero stati ulteriori sforzi, gli infortunati avrebbero recuperato, Della Rosa non si sarebbe preso il colpo che lo rende inabile, quasi certamente anche domani. Ma qui non c'è Kipling a far fortuna con i suoi se, e allora? Se non si fosse crollati nell'ultimo quarto a Cividale (con Mastellari sugli scudi, ma dalla parte sbagliata) magari si vinceva la regular. Ma se Bergamo non fosse esplosa, Ramagli e Loro non sarebbero stati i rinforzi per ora decisivi di Verona. E Pesaro, forse, avrebbe vinto la regular pipa in bocca. Quindi, di cosa parliamo?

Parliamo che servirebbe un po' di fortuna, anche se almeno in casa si sperava di avere quel quid in più per evitare di esserne dipendenti. E allora che si butti ancora dentro l'orgoglio, pur essendo oggi più frustrati e stanchi di una Verona arrivata qua in condizioni migliori. Per quella che è una gara 3, e che se non andasse bene sarebbe la fine di un ciclo Fortitudo: quello di Tedeschi, quello di Caja, quello di tanti giocatori che non rivedremmo più su questi schermi, forse anche alcuni insospettabili. Di tutto il resto, dalla nuova dirigenza al nuovo allenatore, parliamone a bocce ferme. Ora, che nulla resti di intentato.

Si gioca domani, ore 20.45, diretta Rai Sport, Radio San Luchino e audiocronaca Canale 88.

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