Giovanni Pini è stato intervistato dal Resto del Carlino.
Ecco un estratto delle sue parole.

A livello di risultati siamo soddisfatti, a fronte ovviamente di tutti i problemi legati soprattutto al roster e all'impossibilità di allenarci e giocare tutti insieme. Quando parti con un'idea di squadra e poi se obbligato per cause di forza maggiore a cambiare e ad alterare i tuoi equilibri ragionati a tavolino è sempre difficile fare bene. Noi ci siamo riusciti perchè siamo stati bravi a mettere in campo tutta la nostra esperienza.

Sul reparto lunghi Fortitudo, spesso criticato. Penso che giocando alla Fortitudo ci si sente sempre sotto la lente di ingrandimento: ci sono grandi aspettative nei nostri confronti, quindi penso sia normale avere questo tipo di pressione. Non mi faccio dei grandi ragionamenti a riguardo, ma sono concentrato su quello che devo fare che penso sia molto più importante di quello che sono le perplessità di chi ci osserva. I rilievi ci saranno sempre e bisogna impararare a conviverci, l’importante è sentire la fiducia della società, dell’allenatore, dei compagni e dei tifosi.

Cosa manca per arrivare al livello di Trieste. Credo che ci manchi il lavoro che non siamo riusciti a fare in palestra quotidianamente con tutta la squadra. Questo è un dato di fatto: non ci siamo mai allenati tutti insieme neppure per un giorno e questa è una cosa strana essendo già il 16 novembre.

Una descrizione di questa Fortitudo. Anche se noi lunghi non pesiamo 120 chili e non siamo altri 2 metri e 10, siamo molto fisici. Abbiamo degli esterni di taglia, e grossi. Abbiamo molto talento e tanti punti nelle mani, possiamo correre anche coi lunghi. Siamo una squadra intelligente, ci sono veterani con una grande esperienza e questo farà la differenza nei playoff.

(foto Fortitudo 103 - Fabio Pozzati)

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