Il presidente Fortitudo Rossano Guerri è stato ospite di Sport Club su E-Tv.

Tre su tre. “Molto contenti della vittoria con Rimini. Sorokas non stava bene ma ha dominato la partita, e Cavina è grande nel gestire il gruppo”

Squadra da A1? “Da grande campionato, per poi giocarcela. Rimini ha grandi margini di miglioramento, e per noi non è stata una gara così complicata come forse ci aspettavamo”

I tifosi si sono ritenuti offesi dall'essere stati considerati come una percentuale. “La Fortitudo non è di qualcuno, è un valore che rende speciali i nostri tifosi. Dimostra che farne parte è più importante della vittoria stessa. Il pubblico è il nostro vero asset, tutto il pubblico: abbiamo 5500 tifosi al Palazzo e tanti simpatizzanti, c'è chi è sponsor, c'è chi segue la squadra in trasferta, e dopo aver letto il comunicato della Fossa mi faccio molti esami di coscienza. Non ho ribadito abbastanza il come io consideri la Fossa: io da ragazzo ne facevo parte, quindi certe dinamiche le conosco. Quando ho scelto dove sedermi, ho scelto di stare sotto la Fossa perchè la società e il tifo devono stare vicini. Magari dopo tutte le palle di carta di ieri potrei spostarmi, ma io ascolto sempre tutti”

Hai sbagliato qualcosa? “Forse nella comunicazione avremo sbagliato, ma io sono sempre pronto ad incontrare tutti: io ho fatto uscire i Manigoldi dalla curva, per riconoscimento al fatto che la Fossa non li vuole, con tutto il disagio portato a chi si è spostato. Poi ho visto altri passaggi del comunicato, che sono estrapolati da altri discorsi: io ho detto, e ribadisco, che Fossa e Fortitudo sono due corpi e un'anima, cambieranno le facce ma questo non sarà mai cambiato. Noi lo scorso anno abbiamo fatto 1,7 milioni di perdita, abbiamo costi da coprire da 5,5 milioni. E con gli abbonamenti ne abbiamo coperto il 19%, con una campagna economicamente più soddisfacente di quella passata, grazie all'idea del full, ma abbiamo pensato a vari modi per tagliare i costi e portare il bilancio in equilibrio. Da lì l'abbonamento full, la squadra competitiva, e numericamente dire che la Fossa porta il 5-6% non è una offesa: io in loro mi riconosco, ma i numeri sono quelli. Fossimo in una situazione diversa, io dovrei calare loro il prezzo del biglietto, ma non possiamo farlo e abbiamo biglietti cari per altre ragioni. Poi, quando ho detto che sono in 2-300, era legato al fatto che una Fortitudo in B porterebbe a queste cifre, ricordando i numeri che avevano sia Eagles che Biancoblu”

E' riduttivo parlare della Fossa come un solo ‘5-6%’ quando uno come Giulio Romagnoli sa benissimo cosa significhi lavorare senza di essa? “La Fossa segue la squadra in trasferta, ai ragazzi ho detto che verrà loro chiesto di dare il massimo più che vincere, ma sono importanti anche i tifosi dei distinti e non solo"

La curva si è sentita sminuita. “Non volevamo problemi con la tifoseria, abbiamo fatto incontri, concordando che la Fossa voleva una unicità della curva, chiedendo ai Manigoldi di essere spostati: non ci siamo riusciti nella prima, e questi non sono entrati, lo abbiamo fatto alla seconda”

La Fossa ha però un valore morale superiore. “Però li abbiamo soddisfatti, creando malumore in quelli che sono stati spostati e che si sono trovati con accanto i tamburi”

I bilanci come sono? “Siamo in linea, dopo che la precedente gestione ci aveva informato di tutte le situazioni. Ieri, comunque, ho parlato anche con chi mi ha palesato ostilità e parlava di cuore più che di questioni economiche. Ma se vogliamo andare avanti si deve far quadrare tutto”

La situazione Baldi ha inciso nel bilancio? “E' stata gestita dalla proprietà, per non avere tensioni durante la stagione. E io ho dato una mano mettendo il mio nome sulla maglia come gold sponsor”

Punti a prendere il 15% di Malaguti? “Cercheremo di migliorare tante cose, anche la comunicazione e il merchandising. Perchè oltre al campo c'è tanto dietro le quinte, sempre sotto la guida di Matteo Gentilini”

Con la firma di Arletti, cosa è successo? “E' un tema che incuriosisce e che non fa parlare di basket giocato. A me è stato mandato un documento dove mi veniva chiesto di firmare una richiesta di mandare in Federazione. E non sta a me verificare se le altre firme fossero corrette: ora ci sarà una indagine, ma è qualcosa che mi interessa poco”

Chi ha fatto la firma falsa? “Faccio fatica a dirlo. Io non so nemmeno se il documento è arrivato ad Arletti, è qualcosa che mi infastidisce perchè mette in dubbio la nostra credibilità. Io ho grande stima di Bianchini così come di Arletti, hanno competenze e capacità diverse, ma ad entrambi darei le chiavi della mia auto”

Il documento cosa riguardava? “SG, proseguendo l'attività di Academy, considerava di poter dare una Under 19 ad SG stessa”

Non si può parlare di ‘popolo Fortitudo’ senza evidenziare la maggiore importanza della Fossa. “Ho parlato con loro 4 volte, e mai con gli altri tifosi. Se parlo di asset è comunque un modo per ritenerli essenziali, dato che io sono stato in Fossa una vita. La società deve fare però la società, essere anche più distante, perchè altre parti del Palasport vogliono altre cose: la Fossa è eroica, verrebbe anche in B, ma altri, se non ci sarà una A1, potrebbero non tornare. Noi, per far quadrare i conti, abbiamo bisogno di tutti”

Una critica alla Fossa è quella di ‘tenere in ostaggio’ la Fortitudo. E' vero? “A noi non hanno mai chiesto niente. La Fossa è sempre stata al fianco della squadra e basta”

Forse avete sbagliato qualcosa dal punto di vista comunicativo. “Forse, ma non dimentichiamo che sta cambiando il modello sportivo ovunque: in NBA lo spettacolo sta prendendo il sopravvento, non sappiamo quante squadre faranno la A1, ci sono coppe europee che nessuno conosce. La sfida è complicata”

Chi vuole la A1 può andare a vedere la Virtus. “La nostra vera vittoria è la stabilità. Al campo ci pensano Cavina e lo staff, noi abbiamo altri compiti”

Forse però qualche atteggiamento andrebbe limato. “Se uno non si sente considerato, un problema comunicativo c'è. Ma io ho cercato di costruire con la Fossa un rapporto importante, trasparente: loro sono un motore incredibile, lo saranno ancora, ma devono sapere quello che sta accadendo per essere sempre più parte del sistema”

Per risolvere la questione, cosa farete? “Disponibilissimo, li chiamerò già domani. Non deve passare l'idea che ci sia una distanza. Loro hanno dimostrato di essere vicini alla squadra, la storia la conosco fin dagli anni '70 avendo visto la prima partita nel 1974”

Come progettate di reperire le risorse economiche oltre alla biglietteria? “Consorzio, ma anche tante altre idee. ‘Espandere il Paladozza’ significa anche ad esempio avere la partita su E-Tv, un modo per ampliare le occasioni di visibilità”

Alla prossima partita starai seduto nello stesso posto anche con le palle di carta? “Sì. Io ascolto tutti e cerco di fare sempre meglio”

 

 

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