La Virtus non sa più vincere. Ieri sera a Milano i bianconeri hanno perso - in maniera nettissima e crollando fino a -24 - la tredicesima partita delle ultime sedici giocate. 

Dalla Coppa Italia in poi la crisi di risultati è nettissima: alcune prove sono state gagliarde (Monaco e Panathinaikos), altre decisamente meno, ma alla fine si esce quasi sempre sconfitti, e spesso incassando 90 punti o più. La difesa, che è stato il primo tassello della splendida prima parte di stagione, sembra un lontano ricordo.

Le spiegazioni possono essere di vario tipo. Stanchezza, in primo luogo, soprattutto dei veterani. La coperta a disposizione di Luca Banchi non è certo lunga, chi è arrivato dal mercato gioca poco o nulla, e i titolari hanno sempre giocato tanto e a volte anche troppo. Ad esempio i 25' di Belinelli di ieri, di cui una decina a partita già andata, sono difficilmente spiegabili. 

La difesa sugli esterni non è più efficace come prima, visti i problemi di stanchezza e/o condizione fisica dei migliori difensori (Hackett e Pajola) e la pesante assenza di Cordinier, la cui fisicità manca tantissimo, cosa che si era vista anche nella scorsa stagione nel lungo periodo primaverile senza il francese.

Inoltre, ci sono notevoli problemi sotto canestro. Dei tre centri bianconeri a oggi nessuno garantisce affidabilità: Dunston - a lungo eccellente - ora paga età e stanchezza, Mickey sembra finito in un tunnel, Zizic - pur in miglioramento - spesso pare ancora un pesce fuor d’acqua. Può sembrare paradossale dirlo, ma l'energia del Cacok pre-infortunio sta mancando molto alla squadra.

Infine, c’è un problema di fiducia. Se è vero che vincere aiuta a vincere, perdere è un tarlo che mina le tue certezze e ti può portare a perdere ancora. 

Incassata la sesta sconfitta in fila in Eurolega - l’anno scorso al massimo erano state cinque - la Virtus arriva all’ultima giornata con un vero e proprio spareggio. Contro Baskonia - che ieri ha vinto a Madrid - ci si giocherà tutto. Chi vince arriva ottavo, chi perde molto probabilmente decimo: l’Efes è infatti in un ottimo momento e contro la Stella Rossa in casa ha il proprio destino in mano. Nonostante la bella vittoria di ieri, per Milano le possibilità di play-in sono comunque ridotte al lumicino. Per la Segafredo, invece, arrivare ottavi o decimi farebbe tutta la differenza del mondo: sia per le reali possibilità di playoff che l’ottavo posto dà, sia per il morale e per non chiudere la regular season in caduta libera. E provando a guardare la situazione con gli occhi di inizio stagione, per una squadra che ha sensibilmente ridotto il budget arrivare a giocarsi l'ottavo posto in una sfida secca in casa è più di quel che tutti avrebbero pronosticato. 

Ma prima, c’è un’altra partita fondamentale. Domani a Venezia i bianconeri si giocano tantissimo in campionato. Vincere terrebbe le Vu Nere in piena corsa per il primo posto - nonostante lo scivolone di domenica scorsa contro Pistoia - perdere e andare 0-2 con i lagunari vorrebbe dire quasi certamente dirgli addio, e rischiare anche di arrivare quarti a fine regular season. 

Insomma, nei prossimi sei giorni la Virtus è attesa da due partite cruciali, che vanno vinte entrambe. Il momento non è dei più facili, ma - per dirlo senza mezzi termini - ci si aspetta una risposta.

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