Primo tempo di studio, di sacrilego svantaggio (21-24, clamoroso al Cibali), poi dopo l’intervallo una terza frazione con tante di quelle mazzate rifilate ad una comunque generosa Orzinuovi e sesta di fila per la Fortitudo, che apre il trittico casalingo con una vittoria che facile diventa perché quando non ci arriva la difesa è l’attacco ad aprire tutte le porte. D’altronde questa squadra sta andando forte, come chioserebbe Gianni Morandi da Monghidoro, magari raccogliendo autunnali castagne. Per ora, le castagne, sono quelle che vengono rifilate alle avversarie.

Impianto audio rinnovato (ma musica del prepartita ancora soggettivamente oribbile) e inizio di più attacco che difesa, anche perché se non si fa canestro arriva il rimbalzo offensivo, e sono 16-10 in 5’. Però non si fugge, anche perché due evitabili irruenze di Fantinelli portano a tre alzate di palette, Orzinuovi non si spaventa, e si resta relativamente punto a punto. Qualche buco dietro, 21-19 al 10’.

Striscione della Fossa in ricordo di Micio Blasi, al 21esimo anniversario dalla scomparsa, alley-oop ospite dopo un passaggio alla prima azione del secondo quarto e coccolone per Caja, che vede anche il sorpasso bresciano dopo innumerevoli rimbalzi concessi. Orzi comunque spreca, arriva il primo canestro su azione in campionato per Conti, ma per sciogliere le trecce ad un attacco che non balla serve tornare dai titolari. 4 triple e +10, e basta per andare al 20’ avanti 47-40.

Qualche fumble offensivo esterno apre la strada alle corse bolognesi, con il dominio degli esterni sui pariruolo. E allora in un amen si va da +4 a +15, arriva un tecnico a Caja praticamente indolore, si ventella, poca cronaca, 78-59 al 30’.

La voglia di bagnoschiuma anticipato avvicina Orzinuovi poco poco (84-68) quel tanto che spinge Caja a chiudere con i suoi classici titolari, ma l’unica cosa che potrebbe preoccupare è il coro finale torneremo in serie A: va bene volare basso, ma ora l’asticella delle aspettative si è alzata tanto, tantissimo. Noblesse oblige, d’altronde sei su sei giustifica la situazione di estasi clamorosa.


(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

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