Fin dal primo giorno in cui ho deciso di dare un contributo per risollevare le sorti della Fortitudo ho ribadito
chiaramente le due prerogative indispensabili per la riuscita dell’operazione: una forte discontinuità con il
passato (nelle figure manageriali e operative) e la formazione di una squadra di investitori per azzerare i
debiti pregressi con apporto esclusivo di liquidità personale e non attingendo anche solo in parte dalle
risorse correnti (abbonamenti, sponsorizzazioni, che sono invece indispensabili per coprire faticosamente le
spese della gestione sportiva).

Ho sempre affermato che questa sarebbe stata l’unica soluzione per eliminare, una volta per tutte, i
problemi che da troppi anni attanagliano il club, e precisato che da solo non sarei stato in grado di farlo, pur
mettendo sul piatto della mia proposta parecchi denari.

Da quel momento ho bussato tante porte, ho dialogato costantemente con imprenditori tifosi e non, ma la
situazione debitoria del club ha evidentemente frenato ogni possibile coinvolgimento, compresi gli ultimi
interlocutori che ci hanno contattato.

Sono stato anche invitato a partecipare ad un incontro con l’attuale cordata di Stefano Tedeschi, ma la
riunione (presente anche il Sig. Christian Pavani) ha confermato che, a mio parere, non ci sarà discontinuità
con il modus operandi del passato e non mi è stato chiarito con quali risorse si arriverebbe ad azzerare i
debiti di cui all’Accordo di Ristrutturazione.

A queste condizioni, momentaneamente, non posso fare altro che fermarmi. Auspico in futuro che qualche
imprenditore mosso, come me, dalla passione per questa gloriosa società si unisca per dare vita ad un
progetto totalmente nuovo, avendo il coraggio necessario di apportare cambiamenti sostanziali,
evidenziando quella discontinuità con il passato da me sempre desiderata.

Matteo Gentilini

(Foto Valentino Orsini - Fortitudo Pallacanestro 103)

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