(foto Fortitudo Agrigento)
(foto Fortitudo Agrigento)

Sarà anche la smentita sindrome del vadi lei, che colpisce sia Fortitudo che Udine con la supposizione che sia meglio arrivare terzi che non secondi, ma intanto ieri entrambe le squadre sono state sconfitte da chi è nei bassifondi del girone verde, e questa è solo una osservazione senza che ci debba per forza essere un retropensiero. E allora che si giudichi la gara di ieri di Bologna, che ad Agrigento ha perso non certo perchè da quelle parti ci fosse il clima torrido dell'ultima spiaggia, anzi: polemica locale per il costo dei biglietti, voglia di spiaggia, alla fine sugli spalti si sentiva solo la Fossa e, insomma, non era esattamente ambiente sportivamente bellico, tutt'altro. Ne è comunque uscita una delle gare più spompe della stagione, laddove in altre sconfitte c'erano stati ottimi momenti e poi crolli finali: la Fortitudo ha iniziato in modo molle, tenendo un vantaggio costante ma quasi inerziale, per poi farsi impallinare da due giocatori (il cecchino Ambrosin e la reincarnazione di Groselle, ovvero lo scolastico Polakovich) due. Brutta prova collettiva, poco da dire.

Caja ha girato i suoi dieci uomini dieci, flottando dai 13' di Sergio ai 29' di Ogden (mai in una partita il più utilizzato era stato sotto i 30'), trovando forse nel solo Morgillo - quello che se Scafati avesse avuto giocatori italiani da tesserare, avrebbe salutato per fare posto a Pini - un po' di intensità e animus pugnandi. Gli altri tutti atonici, spuntati, con un lento prendere possesso dei tabelloni da parte di Agrigento e, di riflesso, tiri sbilenchi e poche idee da parte della Fortitudo, quella di Bologna. Brutta gara, appunto, come se la squadra abbia cercato, in una specie di tardivo precampionato, di provare nuove soluzioni e nuovi minutaggi visto l'innesto di Giuri e visto l'avvicinarsi di partite più decisive. 

 

Just like heaven - Come detto, il solo Morgillo ha provato ad usare gomiti e rabbia. Poco altro.

Disintegration - Non era abituata, la Fortitudo, a collassare così a rimbalzo: anche se il dato finale dice 45-37 per Bologna, nel finale tutto quello che era necessario per vincere è finito nelle mani di Agrigento.

 

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