(foto Valentino Orsini)
(foto Valentino Orsini)

A costo di essere ripetitivi, nemmeno i più ottimisti potevano aspettarsi un inizio così da parte della Virtus, che ieri sera contro Baskonia ha portato a casa la sesta vittoria in fila, quarta in Eurolega. Dopo quasi un mese di stagione l'identità della squadra è ormai chiara. Correre, alzare il numero dei possessi, usare tanto il tiro da tre, e in difesa mettere forte pressione sulla palla. Per ora sta funzionando molto bene, anche perchè molti degli esordienti in Eurolega si sono già dimostrati adatti alla competizione, e non era scontato. Carr ha talento e leadership, Moore accende e spegne ma nei finali è spesso acceso e mette punti pesanti, Diarra - che non è un esordiente - è migliorato in maniera notevole, e al momento è il miglior stoppatore e secondo rimbalzista di tutta l'Eurolega. Ma tutti, chi più chi meno, portano il loro mattoncino alla causa.
La dote principale di questa squadra comunque è la serenità. Non sempre c'è lucidità, e spesso ci si complica la vita tra palle perse (ieri 18) e rimbalzi offensivi concessi, ieri 20. Questi sono senz'altro punti da migliorare, ma anche nei momenti complicati - come ieri quando Baskonia è rientrato dal -17 fino alla parità - si trova sempre qualcuno che fa la cosa giusta. E questo non è poco. 
Non va dimenticato che questa squadra è stata costruita con uno dei budget più bassi della competizione, e nei ranking prestagionali era data al penultimo posto. I giocatori l'hanno notato, come ha spiegato Casarin, e finora stanno risponendo sul campo. Anche per questo motivo l'inizio di stagione della Virtus Costa è ancora più notevole. E' lecito chiedersi per quando potrà durare. Ma l'idea è che si giochi sempre sulla linea evocata ieri da Alex Mumbrù in conferenza stampa. Potranno esserci alti e bassi, dovuti anche al ritmo frenetico dell'Eurolega, ma ci dovrà essere sempre la stessa idea di gioco.

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