Trieste fuori casa perde sempre, e va bene. Orzinuovi è ultima o quasi, e va bene. Ma ora la Fortitudo batte a domicilio Verona, che veniva da un 9-1 di parziale, e vaglielo tu a dire che sono tutte semplici, queste partite. Tranquilla, Bologna vince ancora, porta Comuzzo ad un 4-0 di grande merito, e sono ulteriori segnali che questa squadra, così come è, i compiti li svolge in maniera perfetta. Il resto sarà da vedere, in attesa di rientri e new entry. Però, intanto, una dimostrazione di forza non da poco.

Regolarità davanti e buoni muretti dietro: sono le banali basi per il buon inizio bolognese, che dopo le prime schermaglie paritetiche porta il primo quarto in direzione sud del Po. 8-8, poi il primo rotear di cambi foraggia il 9-0 di break contro cui Verona ha poco di che inventare se non cercare di stare a ruota, faticosamente. Da qui, quindi, il 19-12 esterno del primo quarto.

Tutto gira attorno a Fultz: un attimo di pausa e Verona arriva fino alla tripla del sorpasso, rientro in campo e immediata riaccensione con doppia cifra di separazione in poche battute. 12-0, ergo, 35-21, con Verona che in attacco trema anche quando avrebbe decametri di spazio per tiri facili. Si potrebbe titubare dopo un tecnico fantasiosamente fischiato a Mancinelli (applausi verso i propri tifosi), ma per il resto c’è chi ha idee e chi no, spiegando il 44-28 dell’intervallo.

Totale tenuta dell’inerzia, a inizio terzo quarto, non sbagliando un possesso che uno ed evitando che Verona guardi anche solo dal buco della serratura: si regge bene, si arriva anche al ventello superato (tripla di Italiano per il 55-33), poi replay. Ovvero, attimi di pausa per Fultz e padroni di casa che tolgono il tappo, facendo 10-0 e sbagliando, proprio sulla sirena, il possibile rientro in cifra singola. Comunque, 55-43 al 30’.

Dalle curve di una partita che rischia di riaprirsi sbuca l’imprevisto McCamey, che se non altro ci prova: tripla, successivo appoggio, e nuovo allungo che se non altro castra le velleità di Verona di anche solo provarci. La difesa continua a gestire in totale facilità, a rimbalzo non si soffre praticamente mai, e alla fine è una semplice camminata verso il traguardo. Semplice, certo.


(Foto Pozzati)

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