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Anche per la partita di venerdì sera della Fortitudo a Torino sarà proibita la vendita dei biglietti ai residenti nella provincia di Bologna.

Questo il comunicato della Fossa, in un volantino diffuso al Paladozza durante la gara con Pistoia

PAROLA D’ORDINE: VIETARE!

Ormai è chiaro: davanti a presunti problemi di ordine pubblico, la risposta scelta dalle istituzioni è sempre la stessa , vietare.
La ricetta è semplice: niente trasferta, niente tifosi, niente problema.
Ma davvero funziona così?
A noi Fortitudini è stata vietata la trasferta di Scafati, richiamandosi a presunti disordini di Roseto, avvenuti quasi venti giorni fa.
Eppure, nella partita successiva a Verona, eravamo presenti in gran numero e non è successo nulla.
Allora qual è la logica? Perché un divieto così tardivo? Chi ci deve spiegare questo tipo di decisioni?
Non possiamo più credere alle coincidenze.
E i fatti degli ultimi giorni lo confermano.
Sabato, durante Fortitudo –Mestre, avevamo preparato alcuni striscioni per denunciare l’ormai evidente accanimento verso la curva calcistica del Bologna FC.
Striscioni totalmente pacifici, che riportavano semplicemente tre date, la coreografia col Brann, Udine ed infine Como, episodi che hanno prodotto un’ondata di denunce e diffide.
Risultato: gli striscioni non sono stati fatti entrare.
Motivazione?
“Non attinenti al contesto” e addirittura “provocatori”.
Date. Solo delle date!!!
Intanto, anche fuori da Bologna, il clima è lo stesso: negli ultimi mesi in molte città sono aumentate diffide, controlli e divieti di trasferta sulla scia di episodi isolati e spesso ingigantiti.
Una gestione più equilibrata avrebbe probabilmente evitato le conseguenze che oggi ricadono su centinaia di tifosi.
La verità è che oggi le parole d’ordine sembrano essere reprimere e vietare.
E il fine, nemmeno troppo nascosto, è allontanare i gruppi ultras dalle gradinate.
Il nuovo “Protocollo” introdotto nel basket a inizio stagione va esattamente in questa direzione, irrigidendo regole e controlli che trasformano il tifo in un percorso a ostacoli.
E allora la domanda iniziale torna con forza: a cosa serve vietare la trasferta di Scafati per esempio?
Serve a dividere, a indebolire, a colpire un mondo che da anni viene trattato come un problema invece che come una parte vitale dello sport.
Nel frattempo, in tutta Italia si moltiplicano diffide, denunce e divieti costruiti più sull’emotività che sulla razionalità.
E mentre si colpiscono i tifosi, si spiana la strada allo “sport del commercio”, dove si va solo per consumare: si beve, si mangia, si compra. Ma non si tifa.

Noi lo diciamo chiaramente:

NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI

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