Baldi Rossi: tornare alla Virtus e giocare con Teodosic e Markovic è stato il punto più alto della mia carriera
Filippo Baldi Rossi è stato ospite dell’ultima puntata di Alley Oop, trasmissione in onda ogni martedì dalle 17. Il classe ’91, tra i vari argomenti trattati, ha parlato anche del suo passato alla Virtus Bologna . Segue un estratto delle sue parole.
Gli anni alla Virtus Bologna.
“Tornare alla Virtus è stato stato come chiudere un cerchio, sono tornato a casa. Vincere la Champions League, giocare con Teodosic, Markovic, è stato il punto più alto della mia carriera. Purtroppo l’ultimo anno è stato segnato dal Covid, eravamo primi e chissà come sarebbe andata. Ma resta un’esperienza meravigliosa”.
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Il rapporto con Djordjević
“Djordjević è un allenatore che mi ha dato tantissimo. È arrivato dopo 4-5 mesi in cui ero in difficoltà, non riuscivo più a rendere. Il giorno dopo che è arrivato mi ha fatto giocare 16-18 minuti e ho segnato altrettanti punti. Da lì è scattata subito la scintilla. L’anno dopo, nonostante l’arrivo di Pippo Ricci, mi ha voluto tenere. Mi ha ridato vita, mi ha permesso di restare in EuroCup e mi ha fatto capitano. A Sasha devo davvero tanto”.
L'arrivo di Teodosic
"Mi ricordo il giorno della firma di Milos, potete immaginare cos'è successo a Bologna. Un entusiasmo simile a quello del Napoli quando ha vinto lo Scudetto. È arrivato però con una lesione alla fascia plantare e il suo contratto partiva solo dopo la prima partita giocata. Ha saltato le prime due o tre gare, ha fatto solo fisioterapia. Arriviamo a un venerdì: ha provato 7-8 minuti e ho pensato: 'Non gioca'. Domenica contro la Reyer, al Paladozza, in 21 minuti ha fatto 22 punti. Lì mi sono reso conto: 'Questo è Dio, davvero'. Il giorno dopo però non camminava, poveretto".
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